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Attenuante Del Danno Di Lieve Entità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una circostanza che può ridurre la pena, prevista quando il danno patrimoniale causato dal reato è considerato molto esiguo, tenendo conto sia del valore economico del bene sia del pregiudizio complessivo per la vittima.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta: Ricorso Inammissibile per Rivalutazione dei Fatti
Un Imprenditore è stato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione della sentenza e il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'Imprenditore chiedeva una nuova valutazione dei fatti, cosa non permessa in Cassazione. La Corte ha ritenuto le motivazioni dei giudici precedenti valide e logiche. L'Imprenditore deve pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Truffa da 120€: l’attenuante del danno di lieve entità va valutata
Un automobilista viene condannato per truffa dopo aver finto un danno allo specchietto per ottenere 120 euro. In Cassazione, pur confermando la sua colpevolezza, i giudici annullano parzialmente la sentenza. Il motivo è la mancata valutazione della richiesta di applicare l'attenuante del danno di lieve entità. La Corte Suprema stabilisce che questa attenuante deve essere giudicata solo in base al valore economico del danno, oggettivamente esiguo, senza considerare la personalità dell'imputato. Il caso torna quindi in Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto, che potrebbe portare a una pena più bassa.
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Furto da 93€: la Cassazione nega l’attenuante del danno lieve
Un uomo, condannato per tentato furto di beni del valore di 93 euro, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di lieve entità, che i giudici di merito gli avevano negato. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione sulla 'lieve entità' del danno è una questione di fatto, decisa in autonomia dai giudici dei gradi precedenti. La Cassazione non può riesaminare tale valutazione, soprattutto se la motivazione, come in questo caso, è logica e plausibile. Di conseguenza, anche un furto di 93 euro può legittimamente non essere considerato di danno lieve. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Attenuante del danno di lieve entità: i limiti.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spendita di monete falsificate, confermando il diniego dell'attenuante del danno di lieve entità. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della circostanza nonostante un lucro di 200 euro. La Suprema Corte ha chiarito che la speciale tenuità deve riguardare congiuntamente il lucro e l'evento dannoso. Nel caso di specie, la valutazione del giudice di merito, che ha ritenuto non esigua la somma di 200 euro, è stata considerata logica e non soggetta a revisione in sede di legittimità.
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Bancarotta fraudolenta: l’amministratore di fatto
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore di fatto. Il caso riguarda la gestione occulta di società, la distrazione di fondi e l'occultamento delle scritture contabili attraverso un complesso schema fraudolento basato sulla creazione di 'bad companies' e 'new companies' per frodare i creditori.
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Furto con destrezza: quando si applica l’aggravante
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con destrezza. Si chiarisce che la destrezza sussiste quando si agisce con particolare abilità, anche senza distrazione della vittima, e che il furto di un portafoglio con documenti non può configurare un danno di lieve entità.
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