Un imputato, già condannato per danneggiamento e minaccia, presenta ricorso in appello. Il suo avvocato aderisce a uno sciopero nazionale, confidando nel rinvio dell'udienza. Tuttavia, il processo si svolge con 'rito cartolare', una procedura scritta introdotta per l'emergenza sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave: nel contesto del rito cartolare e sciopero avvocati, quest'ultimo non giustifica il rinvio, poiché non è richiesta la presenza fisica del difensore. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
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