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Associazione Per Delinquere — Anno 2022

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84 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Associazione Per Delinquere

Provvedimenti

Riciclaggio di autoveicoli: l’officina tradisce la banda
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un gruppo criminale dedito al furto e al riciclaggio di autoveicoli a Palermo. Gli imputati avevano organizzato una vera e propria impresa illecita: rubavano veicoli, ne alteravano i pezzi all'interno di un'officina meccanica compiendo attività di riciclaggio di autoveicoli, e in un caso avevano preteso un riscatto dalla vittima per restituire un furgone rubato (tecnica del "cavallo di ritorno"). I giudici hanno dichiarato inammissibili tutti i ricorsi proposti dai membri della banda, ribadendo che la disponibilità di beni rubati, senza una spiegazione credibile, fa scattare il reato di ricettazione o riciclaggio e non quello di furto. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Differenza tra rapina e furto con strappo: il caso dell’orologio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere e plurime rapine di orologi di lusso. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in furto con strappo, sostenendo che la violenza fosse diretta solo all'oggetto. La Suprema Corte ha chiarito la differenza tra rapina e furto con strappo, stabilendo che strappare un orologio con cinturino metallico chiuso dal polso di una persona cosciente configura il reato di rapina, poiché comporta necessariamente una violenza fisica sulla vittima. È stata inoltre confermata la sussistenza dell'associazione a delinquere per via della struttura stabile e organizzata della banda.
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Traffico illecito di rifiuti: il ragioniere non evita il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di far parte di un'associazione a delinquere dedita al traffico illecito di rifiuti. L'indagato sosteneva di aver svolto solo compiti amministrativi esecutivi e chiedeva la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I giudici hanno respinto il ricorso, evidenziando che l'indagato ricopriva un ruolo insostituibile di organizzatore, occupandosi di falsificare autorizzazioni ambientali e gestire trattative commerciali. La Corte ha stabilito che la gravità dei fatti e il rischio concreto di reiterazione del reato rendono inadeguata qualsiasi misura diversa dal carcere, confermando l'inefficacia del braccialetto elettronico nel prevenire contatti esterni illeciti. L'indagato rimane quindi in carcere.
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Associazione per delinquere: quando il furto di piante diventa clan
Quattro indagati sono stati sottoposti a misure cautelari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di migliaia di piante di agrumi da vari vivai. Gli indagati hanno fatto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza del vincolo associativo e la valutazione degli indizi, sostenendo si trattasse di collaborazioni occasionali. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la solidità dell'impianto accusatorio. I giudici hanno chiarito che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la logicità della motivazione. Nel caso specifico, l'esistenza di una struttura organizzata, la divisione dei ruoli e la pianificazione di molteplici furti notturni giustificano pienamente la misura cautelare per il reato associativo.
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