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Assegno Di Traenza Non Trasferibile

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un titolo di credito che può essere pagato esclusivamente al beneficiario il cui nome è indicato sull'assegno, senza la possibilità che quest'ultimo possa cederlo ad altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegno smarrito: il concorso di colpa spedizione assegno del mittente
Un'Azienda Assicurativa ha spedito un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Un soggetto non legittimato ha sottratto e incassato l'assegno. Il Tribunale ha inizialmente condannato l'Azienda Postale per non aver identificato correttamente il presentatore. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la spedizione di un assegno non trasferibile per posta ordinaria configura un **concorso di colpa spedizione assegno** da parte del mittente. Questa condotta espone il mittente a un rischio elevato. La Corte ha anche chiarito i parametri di diligenza che la banca negoziatrice deve osservare. La sentenza è stata cassata e rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Assegno di traenza non trasferibile: incasso e concorso di colpa
Una compagnia assicurativa ha inviato tramite posta ordinaria un assegno di traenza non trasferibile a un proprio cliente. Un truffatore ha intercettato il titolo e lo ha incassato presso un intermediario negoziale, mostrando documenti d'identità apparentemente regolari. La compagnia ha chiesto il risarcimento all'intermediario, accusandolo di negligenza nei controlli. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esibizione di un valido documento d'identità è di norma sufficiente per verificare l'identità dell'incassatore, salvo palesi alterazioni. Inoltre, la Corte ha riconosciuto il possibile concorso di colpa della compagnia per aver spedito l'assegno di traenza non trasferibile con il servizio postale ordinario, esponendo il titolo a un elevato rischio di furto. La sentenza di secondo grado è stata quindi annullata con rinvio.
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Assegno di traenza non trasferibile: niente rimborso senza colpa
Una compagnia assicurativa ha chiesto il risarcimento dei danni per l'incasso di un assegno di traenza non trasferibile pagato da un intermediario a un presunto truffatore. L'assicurazione sosteneva la responsabilità oggettiva dell'ente pagatore. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che l'intermediario risponde del pagamento solo se agisce con negligenza. Se il nome sul titolo coincide con il documento esibito e l'alterazione non è visibile ad occhio nudo, la responsabilità è esclusa. Il cassiere non deve essere un perito grafologo né deve richiedere due documenti d'identità. La compagnia assicurativa ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Assegno di traenza non trasferibile: responsabilità e rischi
Una banca ha emesso diversi titoli per conto di un ente pubblico, spedendoli ai destinatari tramite posta ordinaria. Alcuni malintenzionati hanno intercettato i titoli e li hanno incassati presso un altro intermediario bancario. Quest'ultimo ha pagato le somme dopo aver identificato i clienti tramite regolare carta d'identità. La banca emittente ha chiesto il risarcimento dei danni all'intermediario che ha incassato i titoli. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'identificazione effettuata tramite un documento valido senza falsità evidenti integra la corretta diligenza professionale. Inoltre, la spedizione di un assegno di traenza non trasferibile per posta ordinaria costituisce un concorso di colpa del mittente, poiché espone il titolo al rischio prevedibile di sottrazione.
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Assegno non trasferibile: la banca risponde, ma il mittente ha colpa?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Responsabilità banca assegno non trasferibile. Un'Azienda di Servizi Postali aveva pagato un assegno di traenza non trasferibile a un soggetto non legittimato. L'Azienda Assicurativa, beneficiaria, aveva ottenuto la condanna dell'Azienda di Servizi Postali nei primi due gradi di giudizio. La Cassazione ha però accolto il ricorso dell'Azienda di Servizi Postali. Ha stabilito che la banca deve usare diligenza professionale, ma non è tenuta a indagini eccessive senza indici di sospetto. Inoltre, ha riconosciuto il concorso di colpa del mittente che spedisce un assegno non trasferibile per posta ordinaria, esponendosi a un rischio superiore. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Diligenza professionale assegno: la Cassazione chiarisce
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore postale per l'errato pagamento di un assegno non trasferibile. L'operatore aveva identificato il presentatore tramite patente e codice fiscale. I tribunali di merito avevano condannato l'operatore, ritenendo insufficiente tale controllo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la diligenza professionale assegno è soddisfatta dall'identificazione tramite un unico documento valido, come la patente, in assenza di evidenti segni di alterazione del titolo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e responsabilità
Una compagnia assicurativa invia un assegno per posta ordinaria, che viene rubato e incassato fraudolentemente. La Cassazione stabilisce che il mittente ha un concorso di colpa per aver scelto un metodo di spedizione non sicuro, riducendo la responsabilità della banca che ha pagato l'assegno alterato. La sentenza di merito è cassata con rinvio.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e responsabilità
Una società di servizi postali era stata ritenuta unica responsabile dalla Corte d'Appello per aver pagato un assegno non trasferibile rubato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un concorso di colpa per l'assegno tra l'istituto pagatore e la società mittente, poiché quest'ultima, spedendo il titolo tramite posta ordinaria, aveva assunto un rischio ingiustificato. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del riparto di responsabilità.
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Concorso di colpa: assegno spedito per posta ordinaria
Una società assicurativa spediva un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Il titolo veniva sottratto e incassato fraudolentemente presso un ufficio postale. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del concorso di colpa, ripartendo la responsabilità tra il mittente, per aver scelto un metodo di spedizione rischioso, e l'istituto negoziatore, tenuto a una rigorosa diligenza nell'identificazione del presentatore. La sentenza di merito che aveva addebitato l'intera colpa all'ufficio postale è stata annullata con rinvio.
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