La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il mancato riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art. 323-bis c.p. La Corte ha stabilito che le dichiarazioni tardive, rese dopo l'emersione di prove significative e finalizzate a minimizzare la propria responsabilità, non costituiscono un contributo valido. Inoltre, il ricorso è stato giudicato aspecifico perché non si confrontava con la motivazione della sentenza d'appello, che aveva già escluso la rilevanza di una presunta collaborazione avvenuta in altri procedimenti.
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