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Art. 393-Bis Cod. Pen.

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Articolo del codice penale che prevede una causa di non punibilità per chi commette i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale se ha reagito a un atto arbitrario del pubblico ufficiale stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: resistenza e atti arbitrari
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, basati sulla presunta reazione ad un atto arbitrario, sono stati giudicati manifestamente infondati e generici, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Esimente art. 393-bis: sirene non giustificano reazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sull'esimente art. 393-bis c.p. L'imputato sosteneva che l'uso di sirene e lampeggianti da parte della polizia fosse un atto provocatorio. La Corte ha stabilito che tale modalità di intervento non è illegittima né aggressiva, escludendo quindi la causa di giustificazione, anche putativa, e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: offesa a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per reati commessi contro agenti della polizia ferroviaria. L'imputato aveva contestato la legittimità dell'intervento degli agenti e richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando che l'azione della polizia era legittima e che le valutazioni del giudice di merito sulla gravità del fatto e sulla personalità dell'imputato erano logiche e non sindacabili in sede di legittimità. Il ricorso inammissibile ha reso definitiva la condanna.
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Reazione legittima: quando è esclusa dall’art. 393-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo che invocava la reazione legittima contro agenti di polizia. La Corte ha ritenuto l'intervento degli agenti pienamente legittimo, data la somiglianza del ricorrente con un latitante e altri elementi indiziari, escludendo così l'applicabilità dell'art. 393-bis cod. pen. e confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile art. 336 c.p.: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13435/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile art. 336 c.p. (violenza o minaccia a un pubblico ufficiale) contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici, poiché i giudici di merito avevano già fornito una motivazione logica e coerente sulla responsabilità penale dell'imputato, escludendo implicitamente l'applicabilità della causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva minacciato alcuni ispettori del lavoro durante un controllo. Secondo la Corte, le minacce erano serie e finalizzate a ostacolare l'attività degli ufficiali, integrando pienamente il reato. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere un nuovo esame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, e le censure erano generiche e già state respinte in appello.
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