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Art. 385 Cod. Pen. (Evasione)

21 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi, essendo legalmente arrestato o detenuto, si sottrae alla custodia per fuggire.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Evasione e particolare tenuità del fatto: assenza breve non basta
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. L'imputato sosteneva che la sua breve assenza dovesse rientrare nella causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'allontanamento non poteva essere qualificato come di 'breve durata' e, di conseguenza, l'offesa non era così lieve da non essere punita. La difesa non ha fornito elementi validi per contestare la decisione precedente. L'esito è la conferma della condanna e il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico inammissibile: condanna confermata e multa
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva presentato ricorso, ma i suoi motivi sono stati giudicati troppo vaghi. La Corte ha stabilito che un'impugnazione deve contenere una critica precisa e argomentata della sentenza precedente, non una generica lamentela. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione conferma un principio fondamentale: un **ricorso generico inammissibile** non solo non viene esaminato nel merito, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. L'imputato ha quindi perso su tutta la linea, vedendo la sua condanna diventare definitiva e subendo un'ulteriore spesa.
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Evasione e condanna: ricorso generico causa l’inammissibilità
Un soggetto, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato l'appello inammissibile perché basato su motivi troppo generici. La Corte ha sottolineato che la sentenza precedente era ben motivata, sia sulla colpevolezza sia sulla mancata applicazione della non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La decisione stabilisce un principio chiaro sull'inammissibilità del ricorso per cassazione: un'impugnazione deve essere specifica e non limitarsi a una critica vaga. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso generico, condanna certa
Una persona condannata per il reato di evasione ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nella mancanza di specificità dell'atto, che si limitava a riproporre argomenti già valutati e respinti nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare ricorsi con motivi chiari e specifici.
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Evasione: il ricorso è generico? Condanna e multa da 3.000 euro
Una persona, precedentemente condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però respinto l'impugnazione, dichiarandola inammissibile. La motivazione è stata che i motivi del ricorso erano formulati in modo troppo vago, senza specificare le ragioni di diritto o di fatto a sostegno della richiesta. Questa decisione conferma il principio secondo cui un **ricorso inammissibile per genericità** non può essere accolto. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e la persona è stata condannata a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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Condannato per evasione, l’appello è vago: ricorso inammissibile
Una persona, già condannata per il reato di evasione, presenta ricorso alla Corte di Cassazione lamentando unicamente una pena troppo severa. La Corte, tuttavia, non entra nel merito della questione. Dichiara il ricorso inammissibile per genericità, poiché l'imputato non ha spiegato in modo specifico perché la valutazione del giudice precedente fosse errata. Questa decisione conferma la condanna e aggiunge il pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende. Il caso sottolinea l'importanza di formulare motivi di ricorso precisi e dettagliati, pena il rigetto immediato dell'impugnazione.
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Evasione dagli arresti domiciliari: condannato per finta autorizzazione
Un uomo agli arresti domiciliari si allontana dalla sua abitazione sostenendo di avere un'autorizzazione del giudice, che in realtà non esiste. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Il ricorso dell'imputato è stato respinto perché i motivi erano generici e la sua intenzione di evadere era evidente. I giudici hanno anche escluso la possibilità di non punirlo per la particolare tenuità del fatto, a causa della gravità della sua condotta e dei suoi numerosi precedenti penali. L'esito è la condanna definitiva e il pagamento delle spese processuali.
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Applicazione della recidiva: evasione e condanna più severa
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per evasione che contestava l'applicazione della recidiva, cioè l'aumento di pena dovuto ai suoi precedenti. L'imputato sosteneva che i suoi trascorsi penali non dovessero aggravare la sua posizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando le motivazioni troppo generiche. I giudici hanno confermato la decisione precedente, sottolineando come la natura e la vicinanza temporale dei reati passati giustificassero una valutazione negativa della personalità dell'imputato e, di conseguenza, una pena più severa. La condanna aggravata è diventata così definitiva.
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Evasione e Tenuità del Fatto: No Sconto per il Recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per evasione. L'imputato sperava di ottenere la non punibilità invocando la 'particolare tenuità del fatto'. Tuttavia, i giudici hanno respinto la sua richiesta. La decisione si basa su un principio chiaro: l'abitualità del reato e tenuità del fatto sono incompatibili. Avendo l'uomo già commesso reati simili in passato, il suo comportamento non può essere considerato un episodio isolato e di lieve entità. Di conseguenza, la condanna è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali.
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Evasione: no alla Particolare Tenuità del Fatto con dolo intenso
Una persona condannata per il reato di evasione ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici precedenti. Il motivo principale del rigetto è stata l'elevata 'intensità del dolo', ovvero la forte determinazione nel commettere il reato. Secondo i giudici, questa intenzionalità esclude la possibilità di considerare il fatto come lieve. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato obbligato a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricorso inammissibile per evasione: condanna definitiva
Una persona, già condannata per il reato di evasione, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. I Giudici Supremi, tuttavia, lo respingono, dichiarando il ricorso inammissibile per evasione. La decisione si basa sul fatto che le motivazioni dell'appello erano troppo generiche e si limitavano a criticare la valutazione dei fatti compiuta dal giudice precedente, un'operazione non consentita in sede di legittimità. La Corte ha anche confermato la decisione di non concedere le attenuanti generiche, a causa della condotta passata dell'imputato e delle sue giustificazioni ritenute non credibili. La condanna diventa così definitiva.
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Evasione: ricorso generico, condanna definitiva e multa
Un soggetto, già condannato per evasione a otto mesi di reclusione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione risiede nella sua eccessiva vaghezza, un vizio noto come 'inammissibilità del ricorso per genericità'. L'imputato si era infatti limitato a lamentare la mancata assoluzione senza specificare quali errori di diritto avesse commesso il giudice precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore somma di tremila euro.
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Evasione e Tenuità del Fatto: Precedenti Penali Bloccano Beneficio
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per evasione. L'imputato chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, un beneficio legale per reati minori. La Corte ha respinto la richiesta e dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su due elementi chiave: la gravità del reato commesso e, soprattutto, i precedenti penali dell'imputato. Avendo già commesso reati simili in passato, il suo comportamento è stato giudicato 'abituale'. Questa condizione di abitualità è incompatibile con i requisiti della particolare tenuità del fatto, che presuppone un comportamento occasionale e di minima offensività. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Evasione: Ricorso generico, condanna definitiva e multa
Un imputato, già condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano generici e ripetitivi di quelli già esposti in appello, senza una critica precisa alla sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea il principio della necessaria specificità degli argomenti legali. A causa dell'inammissibilità del ricorso per cassazione, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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Evasione e Recidiva: Ricorso Inammissibile se il motivo non esiste
Un uomo, condannato per il reato di evasione, presenta ricorso in Cassazione lamentando l'errata applicazione di un aumento di pena per recidiva. La Suprema Corte, tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità dei motivi. L'analisi della sentenza impugnata ha infatti dimostrato che i giudici di merito non avevano applicato alcun aumento di pena legato alla recidiva. Il motivo di ricorso era quindi basato su un presupposto inesistente, rendendo l'impugnazione del tutto infondata e, di conseguenza, inammissibile. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico per evasione: condanna e multa dalla Cassazione
Un imputato, già condannato per il reato di evasione, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici supremi, tuttavia, dichiarano l'inammissibilità del ricorso. La motivazione è netta: l'atto di appello era troppo generico. L'imputato non ha specificato in modo chiaro e dettagliato le ragioni giuridiche per cui avrebbe dovuto essere assolto. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: un ricorso deve contenere critiche precise e puntuali alla sentenza impugnata, altrimenti viene respinto senza nemmeno essere discusso nel merito. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato obbligato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Condanna per evasione: ricorso generico causa inammissibilità
Una persona condannata per il reato di evasione ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però respinto l'istanza, dichiarando l'inammissibilità del ricorso per cassazione. La motivazione è stata la totale genericità delle argomentazioni, che non contestavano in modo specifico e puntuale le ragioni della condanna. La Corte ha stabilito che un ricorso non può limitarsi a mere enunciazioni, ma deve contenere critiche precise. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e la persona è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Generico e Condanna per Evasione: la Cassazione non perdona
Una persona, condannata per il reato di evasione, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici supremi, tuttavia, dichiarano il ricorso inammissibile per genericità. Le motivazioni dell'appello erano infatti troppo vaghe e non criticavano in modo specifico e puntuale la sentenza di condanna. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: un ricorso in Cassazione deve essere dettagliato e non può limitarsi a semplici lamentele. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Evasione e tenuità del fatto: condanna confermata per ricorso generico
Un soggetto, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché troppo generico e riproduttivo di argomenti già respinti. La sentenza stabilisce un principio importante sul rapporto tra evasione e tenuità del fatto, confermando che per ottenere un proscioglimento è necessario presentare motivi di ricorso specifici e non limitarsi a ripetere le stesse difese. La condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese e di una sanzione.
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Evasione e ricorso generico: la Cassazione e l’inammissibilità
Un soggetto, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso perché i motivi presentati erano una semplice e generica ripetizione di argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare ricorsi specifici e non meramente ripetitivi.
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