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Art. 385 C.P. (Evasione)

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, si sottrae alla custodia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Madre testimonia ma non basta: condanna per evasione confermata
Un uomo, condannato per evasione per non aver risposto al campanello durante un controllo ai domiciliari, ha visto il suo ricorso respinto dalla Cassazione. La sua difesa si basava sulla testimonianza della madre, la quale sosteneva che il figlio dormisse profondamente a causa dell'uso di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la testimonianza del familiare non convivente non era decisiva. Poiché la madre non abitava con l'imputato e non era presente al momento del controllo, le sue dichiarazioni sulle abitudini generiche del figlio sono state ritenute insufficienti a provare la sua effettiva presenza in casa in quel preciso momento. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Ricorso inammissibile: evasione confermata e 3000€ di sanzione
Un soggetto, condannato per evasione dagli arresti domiciliari, presenta ricorso in Cassazione. I giudici supremi, però, lo bocciano senza entrare nel merito. La ragione è il cosiddetto 'ricorso inammissibile per genericità dei motivi': le argomentazioni dell'imputato erano troppo vaghe e non contestavano specificamente la decisione precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare non solo le spese processuali, ma anche un'ulteriore sanzione di 3.000 euro. La sentenza dimostra che un appello mal formulato può peggiorare la situazione.
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Evasione: Ricorso in Cassazione respinto e condanna alle spese
Un uomo, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il suo appello inammissibile. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano generici, ripetitivi di censure già esaminate e miravano a ottenere una nuova valutazione delle prove, compito che non spetta alla Suprema Corte. Questa sentenza ribadisce il principio della inammissibilità del ricorso per cassazione quando non vengono sollevate questioni di pura legittimità. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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Evasione: condanna confermata per ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per genericità, confermando la condanna per evasione (art. 385 c.p.). L'imputato aveva presentato appello contestando la sua responsabilità e la valutazione delle circostanze. I giudici supremi hanno respinto il ricorso perché i motivi erano una semplice ripetizione di argomenti già valutati nei gradi precedenti e non criticavano specificamente la logica della sentenza d'appello. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, rendendo definitiva la sua colpevolezza. La decisione sottolinea l'importanza di presentare ricorsi mirati e non meramente ripetitivi.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: condannato perde per un errore
Un soggetto, condannato in primo grado per il reato di evasione, ha presentato personalmente il suo appello alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso in Cassazione inammissibile. La legge, infatti, impone che questo tipo di impugnazione sia redatto e firmato obbligatoriamente da un avvocato abilitato. A causa di questo vizio di forma, i giudici non hanno potuto esaminare il caso nel merito. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria, vedendo confermata la sua precedente condanna.
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Evasione: Ricorso generico? Condanna confermata e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. L'imputato contestava la sua responsabilità e chiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno respinto il ricorso perché i motivi erano generici, ripetitivi di argomenti già valutati e miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso alla Corte. La decisione ha reso la condanna definitiva e ha comportato per l'imputato il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione: il ricorso generico è inammissibile e costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). L'imputato aveva contestato la pena ricevuta, ma il suo ricorso è stato giudicato difettoso. La Corte ha stabilito il principio del ricorso inammissibile per genericità, poiché l'atto si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte nei gradi precedenti, senza confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile per genericità: condanna per evasione
Una persona, condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando unicamente l'eccessiva entità della pena. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. I giudici hanno stabilito che l'appello era una semplice riproposizione di censure già valutate e non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza precedente. Questa decisione ha reso la condanna definitiva e ha comportato per la ricorrente l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro. Il caso sottolinea l'importanza di formulare ricorsi dettagliati e pertinenti.
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Ricorso inammissibile per genericità: condanna per evasione
Una persona, già condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Il motivo è che l'atto di appello era formulato in modo vago, senza specificare chiaramente quali errori di diritto o di fatto sarebbero stati commessi nella sentenza precedente. Di conseguenza, la Corte non ha nemmeno esaminato il caso nel merito. La condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma aggiuntiva alla Cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'importanza di redigere ricorsi precisi e dettagliati.
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Evasione e Tenuità del Fatto: Ricorso Generico, Condanna Certa
Un imputato, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo privo di specificità. I giudici hanno osservato che i motivi dell'appello erano una mera riproduzione di argomenti già esaminati e respinti correttamente nel giudizio precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione e ricorso generico: condanna definitiva e 3.000€ di multa
Un uomo, condannato per evasione, si rivolge alla Corte di Cassazione. I giudici, però, dichiarano l'inammissibilità del ricorso perché i motivi presentati erano generici e non contestavano in modo specifico le ragioni della condanna. La decisione si basava sugli accertamenti dei Carabinieri che avevano provato l'assenza dell'uomo dal luogo di detenzione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto senza entrare nel merito della questione. L'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro, rendendo la sua condanna per evasione definitiva.
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Condannato per evasione, perde in Cassazione per ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un uomo condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla constatazione che il ricorso era formulato in modo vago e astratto. I giudici hanno stabilito che un Ricorso generico in Cassazione, che si limita a denunciare un vizio di motivazione senza specificare le ragioni di diritto o i fatti a sostegno, non può essere esaminato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La sentenza ribadisce il principio che i motivi di appello devono essere chiari e specifici per essere validi.
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Violenza a ufficiale ed evasione: condanna confermata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e otto mesi per un individuo accusato di violenza a pubblico ufficiale ed evasione. Il ricorso presentato dall'imputato è stato dichiarato inammissibile perché i motivi erano troppo generici e si limitavano a contestare la responsabilità senza sollevare specifiche questioni di diritto. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. La decisione sottolinea la necessità di formulare ricorsi dettagliati e tecnicamente fondati.
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Evasione e condanna: il ricorso inammissibile per genericità
Un individuo, condannato per evasione, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per la particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. I giudici hanno stabilito che il motivo dell'appello era troppo vago, limitandosi a citare principi generali senza spiegare dove e perché i giudici precedenti avrebbero sbagliato. La conseguenza è stata la conferma definitiva della condanna a cinque mesi e venti giorni di reclusione, oltre al pagamento di una sanzione di 3.000 euro per aver presentato un ricorso infondato. Questa decisione sottolinea l'importanza di formulare motivi di ricorso specifici e pertinenti.
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Ricorso generico dopo evasione: condanna e multa dalla Cassazione
Un soggetto, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, poiché i motivi presentati erano vaghi e non criticavano in modo specifico la sentenza precedente. Questa decisione conferma la condanna e sottolinea un principio fondamentale: un ricorso, per essere esaminato, deve contenere argomentazioni precise e puntuali. La mancanza di specificità ha comportato non solo la conferma della pena, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ulteriore somma di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile: condanna per evasione diventa definitiva
Un soggetto, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sul fatto che le argomentazioni erano una semplice ripetizione di censure già esaminate e respinte nei gradi precedenti. Inoltre, il ricorso mirava a ottenere una nuova valutazione delle prove, compito che non spetta alla Corte di Cassazione. Questa decisione conferma il principio sulla **inammissibilità del ricorso in Cassazione** quando non vengono sollevate questioni di legittimità. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Evasione: Ricorso in Cassazione Inammissibile e Condanna Finale
Una persona, condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato l'impugnazione inammissibile. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano generici e si limitavano a ripetere argomentazioni già valutate, chiedendo di fatto un nuovo esame delle prove, cosa non permessa in sede di legittimità. Questa sentenza ribadisce il principio della inammissibilità del ricorso per cassazione quando non vengono sollevate specifiche violazioni di legge. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese e una multa.
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Ricorso Generico in Cassazione: Condanna per Evasione Definitiva
Una persona, già condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L'imputato contestava sia la sua responsabilità sia il mancato riconoscimento della non punibilità per la lieve entità del fatto. La Corte Suprema ha però dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione è che le motivazioni erano troppo vaghe, configurando un 'ricorso generico in Cassazione'. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Evasione: Ricorso per la pena negato e condanna alle spese
Una persona, già condannata per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando unicamente l'eccessiva severità della pena. La Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione, poiché la legge non consente di impugnare la sentenza per questo solo motivo nell'ambito della procedura semplificata applicata. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando che un'impugnazione senza fondamento legale porta a ulteriori conseguenze negative.
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Evasione: condanna definitiva per ricorso in Cassazione inammissibile
Un individuo, già condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la sentenza. I giudici supremi, tuttavia, hanno dichiarato l'appello inammissibile. La decisione si è basata su un vizio procedurale dell'atto, senza entrare nel merito della vicenda. A causa della dichiarata inammissibilità del ricorso in Cassazione, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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