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Art. 131-Bis

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47 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Art. 131-bis e comportamento abituale: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna, confermando che l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'Art. 131-bis del codice penale, non può essere applicata a chi manifesta un comportamento abituale. Il ricorso è stato inoltre respinto perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già confutate in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
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Art. 131-bis e abitualità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La difesa contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha confermato che l'abitualità del comportamento, desunta da precedenti condanne, osta all'applicazione di tale beneficio, rendendo il motivo di ricorso generico e infondato.
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Art. 131-bis: non basta il disagio economico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. motivandola con il proprio disagio economico. La Corte ha chiarito che il ricorso era aspecifico, poiché non contestava il punto cruciale della decisione precedente: la natura non occasionale del reato, requisito ostativo per il riconoscimento del beneficio.
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Art. 131-bis: non applicabile con spinta a delinquere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sull'Art. 131-bis. La violazione degli arresti domiciliari per acquistare stupefacenti dimostra una 'spinta a delinquere' che esclude la particolare tenuità del fatto, rendendo irrilevanti, se non in via aggiuntiva, i precedenti penali. La decisione valorizza le concrete modalità dell'azione.
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Art. 131 bis: quando l’offensività non è minima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131 bis c.p. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso il beneficio in ragione della non minima offensività del fatto e della personalità trasgressiva del ricorrente, desunta sia dai precedenti che dalle modalità della condotta illecita. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10995/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che invocava l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. sulla particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla presenza di una precedente condanna specifica e sulla valutazione della condotta come non tenue, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende.
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Art. 131-bis: la condotta post reato è decisiva
La Cassazione ha annullato una condanna per truffa aggravata a un dipendente che aveva usato i permessi della Legge 104 per una crociera. La Corte ha stabilito che i giudici di merito devono valutare la condotta post reato e l'esiguità del danno ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione, poiché i motivi presentati erano una mera riproduzione di argomenti già respinti dalla Corte d'Appello. La Corte ha confermato la correttezza del mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che invocava l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e sulla mancanza di specificità del motivo di ricorso, il quale non si confrontava adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva escluso la tenuità del fatto valorizzando un danno patrimoniale ritenuto 'non infimo'.
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Art. 131 bis: quando chiederlo per non punibilità
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sull'applicazione dell'art. 131 bis cod. pen., relativo alla non punibilità per particolare tenuità del fatto. Un imputato, condannato in primo grado a una pena pecuniaria per porto di oggetto atto a offendere, ha sollevato la questione per la prima volta nel ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la richiesta di applicazione di tale istituto deve essere presentata nel corso del giudizio di merito. Non è possibile dedurla per la prima volta in sede di legittimità se la norma era già in vigore al momento del processo, poiché la sua valutazione richiede accertamenti di fatto propri del giudice di merito.
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Art. 131-bis: quando l’abitualità esclude il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La difesa sosteneva la necessità di applicare l'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), ma la Corte ha confermato che la condizione di 'abitualità', desunta da precedenti condanne per reati della stessa indole e dalla recidiva specifica, osta all'applicazione della causa di non punibilità.
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Art. 131-bis: No tenuità con abilità criminale
La Cassazione ha respinto un ricorso, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che la particolare astuzia e l'abilità criminale dell'imputato, evidenziate da precedenti arresti per reati simili, escludono la tenuità del fatto, anche se non si configura un comportamento formalmente abituale.
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Art. 131-bis: quando la gravità esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) in relazione al reato di evasione. La Corte ha stabilito che la condotta non può considerarsi di lieve entità quando l'imputato, pur potendo, non ha richiesto l'autorizzazione al giudice per provvedere al proprio sostentamento, scegliendo invece di agire illecitamente. Tale comportamento, secondo i giudici, conferma la finalità di evasione e la significativa gravità del fatto.
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Art. 131-bis: quando non si applica per evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale, è stata respinta. La Corte ha ritenuto che la condotta dell'imputato, recatosi presso l'abitazione di un pluripregiudicato e rientrato solo per l'arrivo delle forze dell'ordine, costituisse una circostanza ostativa alla valutazione di minore offensività del fatto, giustificando così la decisione dei giudici di merito.
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Art. 131-bis: Cassazione annulla per riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentato furto, ordinando una nuova valutazione sulla base dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La Corte ha stabilito che la nuova, più favorevole, disciplina introdotta dalla Riforma Cartabia deve essere applicata retroattivamente, anche a fatti commessi in precedenza.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto). L'imputato contestava la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio basandosi sulle modalità della condotta e sul grado di colpevolezza. La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse corretta e sufficiente, e che i motivi del ricorso mirassero a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis: Obbligo di Motivazione del Giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per violazioni in materia di sicurezza. Il motivo principale è la totale assenza di motivazione da parte del giudice di primo grado riguardo alla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto). La Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di esaminare e motivare ogni richiesta della difesa, non potendo semplicemente ignorarla. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Art. 131 bis e aggravanti: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131 bis c.p., non può essere applicata al reato di accesso abusivo a sistema informatico se sussistono aggravanti a effetto speciale. Nel caso specifico, un ispettore di polizia, pur avendo commesso un fatto di per sé non grave, non ha potuto beneficiare dell'assoluzione perché il reato era aggravato dalla sua qualità di pubblico ufficiale e dalla natura del sistema informatico violato (database di pubblica sicurezza).
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Art. 131-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, sottolineando che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere presentata per la prima volta in Cassazione se non è stata sollevata in appello. La Corte ribadisce anche l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel negare le pene sostitutive, a condizione che la decisione sia adeguatamente motivata.
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Art. 131-bis: precedenti e non menzione condanna
La Corte di Cassazione ha stabilito che i precedenti reati, anche se dichiarati non punibili per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., contribuiscono a delineare l'abitualità del comportamento. Di conseguenza, tali precedenti ostacolano una nuova applicazione dello stesso beneficio e possono giustificare il diniego della non menzione della condanna nel casellario giudiziale, in quanto rappresentano un valido indice della capacità a delinquere del soggetto.
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