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Arresti Domiciliari — Anno 2026

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129 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Arresti Domiciliari

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza e arresti: cosa si rischia
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un caso di falso reddito di cittadinanza legato all'omessa comunicazione degli arresti domiciliari. Il beneficiario, tacendo la misura cautelare, ha integrato il reato previsto dal D.L. 4/2019, rendendo il ricorso inammissibile.
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Liberazione anticipata: fuga e latitanza la negano
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto evaso dagli arresti domiciliari e rimasto latitante per oltre sette anni. Secondo la Corte, una violazione così grave dimostra la mancata partecipazione al percorso rieducativo e può inficiare la valutazione anche dei semestri precedenti all'evasione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: sanzione aumentata
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla condotta del ricorrente, evaso dagli arresti domiciliari, che ha reso inaffidabile una nuova prova. Di conseguenza, la Corte ha esercitato la facoltà di aumentare la sanzione pecuniaria a 3.000,00 euro, sottolineando le ragioni manifeste dell'inammissibilità.
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Reato di evasione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto agli arresti domiciliari, confermando che l'allontanamento dal domicilio integra il reato di evasione (art. 385 c.p.) e non una semplice violazione delle prescrizioni. La Corte ha ritenuto infondata e non provata la giustificazione dell'imputato di non aver sentito il citofono, confermando la condanna.
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Obbligo di dimora e coprifuoco: quando è impugnabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sostituzione degli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora, anche se accompagnato da prescrizioni come il divieto di uscita notturna, costituisce sempre un provvedimento favorevole per l'indagato. Di conseguenza, manca l'interesse ad impugnare tale decisione, rendendo l'appello inammissibile. La Corte ha sottolineato che l'obbligo di dimora rimane una misura intrinsecamente meno afflittiva degli arresti domiciliari, non essendo quindi ad essi equiparabile né ai fini della gravosità né per il calcolo del presofferto.
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Ricorso inammissibile e misura cautelare cessata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza che alleggeriva una misura cautelare. La decisione si fonda sul fatto che la misura stessa era già cessata e il procedimento penale definito nel merito, rendendo così il ricorso privo di interesse. Si tratta di un'importante pronuncia sul concetto di ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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Comportamento abituale: no tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per evasione dagli arresti domiciliari, basata sulla particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che i precedenti penali dell'imputato per resistenza a pubblico ufficiale configurano un comportamento abituale, ostativo all'applicazione del beneficio. Secondo i giudici, reati come l'evasione e la resistenza, pur diversi, sono della 'medesima indole' in quanto manifestano un'insofferenza alle regole, impedendo così la declaratoria di non punibilità.
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Liberazione anticipata: no se si evade dai domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto agli arresti domiciliari che si era visto negare la liberazione anticipata. La decisione si fonda su una duplice evasione, non giustificata da una certificazione medica ritenuta troppo generica perché priva di indicazioni orarie precise. La Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che il ricorso non può mirare a un riesame delle prove.
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Divieto di comunicazione: appello contro il rigetto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il provvedimento con cui un giudice nega a una persona agli arresti domiciliari l'autorizzazione a incontrare i propri familiari è appellabile. Tale decisione non riguarda le semplici modalità esecutive della misura, ma incide sulla sua afflittività e sulla libertà personale. Pertanto, il diniego relativo al divieto di comunicazione non può essere sottratto al controllo del giudice dell'appello, che deve esaminare il caso nel merito. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione.
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