La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15271/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a procedura di estradizione. L'imputato, inizialmente agli arresti domiciliari, si era visto aggravare la misura con la custodia cautelare in carcere a seguito della violazione delle prescrizioni. La Corte ha stabilito che, in caso di trasgressione non minimale degli arresti domiciliari, l'applicazione della custodia in carcere è un automatismo previsto dalla legge (art. 276, co. 1-ter c.p.p.), senza necessità di rivalutare le esigenze cautelari originarie. Inoltre, le contestazioni sul merito dell'estradizione non possono essere sollevate in sede di riesame della misura cautelare.
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