La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex moglie condannata per appropriazione indebita di beni di pregio appartenenti all'ex marito. La Corte ha stabilito che il reato non si consuma con il semplice rifiuto di restituire i beni durante la causa di separazione, ma solo con un atto dispositivo inequivocabile, come la vendita. In questo caso, l'atto è avvenuto nel 2017, dopo il divorzio, rendendo la querela tempestiva e inapplicabile la causa di non punibilità tra coniugi.
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