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Appropriazione Indebita — Anno 2024

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104 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Appropriazione Indebita

Provvedimenti

Appropriazione indebita ex coniuge: quando è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex moglie condannata per appropriazione indebita di beni di pregio appartenenti all'ex marito. La Corte ha stabilito che il reato non si consuma con il semplice rifiuto di restituire i beni durante la causa di separazione, ma solo con un atto dispositivo inequivocabile, come la vendita. In questo caso, l'atto è avvenuto nel 2017, dopo il divorzio, rendendo la querela tempestiva e inapplicabile la causa di non punibilità tra coniugi.
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Mutuo di scopo: la Cassazione chiarisce i requisiti
Gli amministratori di una società erano accusati di appropriazione indebita per aver distratto fondi ottenuti con un finanziamento. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna civile, chiarendo la distinzione tra mutuo ordinario e mutuo di scopo. La Corte ha stabilito che l'erogazione dei fondi in base all'avanzamento dei lavori non è di per sé sufficiente a dimostrare l'interesse diretto del mutuante, requisito necessario per qualificare il contratto come mutuo di scopo e configurare il reato in caso di distrazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del contratto.
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Appropriazione indebita: la responsabilità del dirigente
Un dirigente regionale di una federazione sportiva è stato ritenuto civilmente responsabile per appropriazione indebita, nonostante la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha confermato che la mancata vigilanza su un contabile e la gestione di fondi su conti non autorizzati integrano una condotta illecita che obbliga al risarcimento del danno, sottolineando l'importanza del vincolo di destinazione delle somme.
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Bancarotta fraudolenta: quando non si configura?
L'amministratore di una società di gestione contante viene accusato di bancarotta fraudolenta per aver sottratto ingenti somme depositate dai clienti. La Corte di Cassazione annulla la condanna per tale reato, specificando che se il denaro appartiene ai clienti e non è mai entrato nel patrimonio aziendale, il reato configurabile è l'appropriazione indebita, non la bancarotta. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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