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Appello Incidentale

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618 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità custode: la caduta dallo sgabello
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di risarcimento per una caduta avvenuta in uno studio medico durante un esame. La condotta della paziente, che ha utilizzato uno sgabello a rotelle per appoggiarsi nonostante la presenza di sedie fisse, ha integrato il caso fortuito, escludendo la responsabilità custode ai sensi dell'articolo 2051 c.c.
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Prescrizione contributi previdenziali: nuove regole
La Corte d'Appello di L’Aquila ha riformato una sentenza di primo grado riguardante la prescrizione contributi previdenziali. Il caso ha chiarito che le istanze di rateizzazione dei debiti INPS valgono come riconoscimento del debito, interrompendo la prescrizione. Inoltre, è stata confermata la validità delle notifiche effettuate tramite deposito alla casa comunale, rendendo inoppugnabili le pretese dell'ente di riscossione se non contestate tempestivamente.
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Tassazione specchi acquei: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione degli specchi acquei di un porto ai fini della tassa rifiuti. La sentenza rigetta il ricorso di una società di gestione portuale, stabilendo che l'avviso di accertamento del Comune era sufficientemente motivato e che le aree liquide, se utilizzate da una comunità, sono soggette al tributo. La Corte ha inoltre chiarito che le questioni non riproposte in appello si intendono rinunciate.
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Condanna alle spese: il principio di causalità
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento. Durante il processo d'appello, aderisce alla rottamazione-ter, causando la cessazione della materia del contendere. Tuttavia, un Comune propone appello incidentale per le spese del primo grado. La Cassazione, confermando la decisione di merito, stabilisce che la condanna alle spese a carico del contribuente (soccombente virtuale) è legittima, basandosi sul principio di causalità, secondo cui chi dà origine alla lite ne sopporta i costi, anche se la controparte non aveva indirizzato la richiesta di spese specificamente contro di lui.
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Domanda riconvenzionale: come riproporla in appello
In un caso riguardante la restituzione di un mobile antico, la Corte di Cassazione ha chiarito le regole per riproporre una domanda riconvenzionale in appello. La Corte ha annullato la condanna al rimborso delle spese di restauro perché la parte, vittoriosa in primo grado, non aveva riproposto esplicitamente la sua domanda riconvenzionale nel giudizio di secondo grado, facendo scattare una presunzione di rinuncia.
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Azione di rivendicazione: la prova della proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33190/2023, ha chiarito che nell'azione di rivendicazione, il rigetto della domanda di usucapione del convenuto non esonera l'attore dal fornire la rigorosa prova della proprietà. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente invertito l'onere probatorio, confondendo la legittimazione ad agire con la titolarità effettiva del diritto e omettendo di valutare elementi cruciali come la recinzione del fondo ai fini dell'usucapione.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio per non perdere
La Corte di Cassazione chiarisce che la parte, pur vittoriosa nel merito in primo grado, deve proporre appello incidentale per contestare il rigetto di una sua eccezione. In caso contrario, sulla questione si forma un giudicato interno che impedisce al giudice d'appello di riesaminarla. Il caso riguardava la presunta nullità di una cessione di ramo d'azienda, eccezione rigettata in primo grado ma erroneamente accolta in appello senza un'impugnazione incidentale.
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Appello incidentale: notifica al contumace essenziale
La Corte di Cassazione, con ordinanza, affronta il tema dell'appello incidentale. Un ricorso congiunto di un imprenditore e della sua società viene deciso in modo divergente: inammissibile per tardività quello dell'imprenditore, accolto quello della società. La Corte chiarisce che l'appello incidentale che aggrava la posizione di una parte contumace in appello deve essere a questa notificato. In assenza di notifica, la sentenza d'appello è viziata per violazione del contraddittorio e va cassata nella parte relativa alla condanna della società.
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Appello incidentale: notifica e termini per impugnare
La Corte di Cassazione ha chiarito la disciplina dell'appello incidentale nei confronti di una parte contumace. In un caso riguardante una condanna solidale di una società e del suo amministratore, la Corte ha stabilito che l'appello incidentale, volto ad aggravare la condanna, deve essere notificato anche alla parte contumace. In assenza di notifica, la condanna è illegittima. Di conseguenza, il ricorso della società, non avendo ricevuto la notifica della sentenza, è stato ritenuto tempestivo (poiché soggetto al termine lungo) e accolto, mentre quello dell'amministratore, che aveva ricevuto la notifica, è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio per chi vince
Una lavoratrice si opponeva alla legittimità dei suoi contratti a termine. Il Tribunale le dava ragione sull'illegittimità ma rigettava la domanda di risarcimento. In appello, la Corte riesaminava e riteneva legittimi i contratti, nonostante l'azienda, vittoriosa in primo grado, non avesse proposto un appello incidentale specifico. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la parte vittoriosa nel merito, ma soccombente su una questione specifica, deve obbligatoriamente presentare un appello incidentale per farla riesaminare, non essendo sufficiente una semplice riproposizione.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio proporlo?
La Corte di Cassazione ha chiarito che la parte totalmente vittoriosa nel merito, ma soccombente su una specifica questione, deve proporre appello incidentale per devolvere tale questione al giudice superiore. In un caso di pubblico impiego, un'azienda sanitaria, pur vincendo in primo grado, non aveva impugnato con appello incidentale la statuizione sull'illegittimità dei contratti a termine. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello non poteva riesaminare tale punto, ormai coperto da giudicato interno, accogliendo il ricorso della lavoratrice e cassando la sentenza.
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Appello incidentale: obbligatorio per la parte vittoriosa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la parte totalmente vittoriosa nel merito ma soccombente su una questione specifica (come l'illegittimità di contratti a termine) deve proporre un appello incidentale per devolvere tale questione al giudice superiore. La semplice riproposizione delle difese non è sufficiente, altrimenti sulla questione si forma un giudicato interno che impedisce un nuovo esame. Il caso riguardava una lavoratrice del settore pubblico che contestava la legittimità dei suoi contratti a termine.
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Canna fumaria e stabilità: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per una canna fumaria che compromette la stabilità di un edificio ricade su chi ne trae vantaggio, anche se non è l'autore materiale della modifica dannosa. In un caso di lite tra vicini per l'uso di una canna fumaria modificata pericolosamente, la Corte ha annullato la decisione d'appello, affermando che chi beneficia di una situazione pericolosa è tenuto a ripristinare le condizioni di sicurezza a proprie spese.
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Revoca donazione: come si calcola il valore da restituire
La Corte d'Appello di Napoli riforma una sentenza di primo grado relativa a una revoca donazione per ingratitudine. La controversia verteva sul corretto metodo di calcolo del valore dei beni donati da una madre al figlio, che quest'ultimo aveva a sua volta alienato. La Corte stabilisce che, in caso di revoca donazione, il valore da restituire non è quello storico indicato nell'atto, ma il valore commerciale effettivo dei beni al momento della domanda giudiziale. Di conseguenza, l'importo dovuto dal figlio è stato aumentato da circa 22.000 euro a oltre 512.000 euro. Viene inoltre respinto l'appello incidentale del figlio, confermando che le sue eccezioni erano tardive, poiché fa fede la data certificata dal cancelliere sull'atto depositato e non lo storico telematico.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un acquirente ha citato in giudizio un venditore per la consegna di un modello di ciclomotore errato. Dopo un accordo per la sostituzione, mai avvenuta, la Corte d'Appello ha respinto la richiesta dell'acquirente come 'domanda nuova in appello'. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che se il 'petitum' e la 'causa petendi' rimangono sostanzialmente gli stessi (risoluzione per inadempimento), si tratta di una modifica ammissibile e non di una domanda nuova, in linea con i principi di economia processuale.
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Responsabilità Direttore Lavori: Vigilanza Cruciale
Un direttore dei lavori è stato ritenuto corresponsabile con l'impresa per vizi di costruzione. In appello, ha sostenuto di aver adempiuto ai suoi doveri emettendo ordini di servizio per correggere i difetti. La Corte ha respinto il suo ricorso, affermando che la responsabilità del direttore dei lavori deriva dalla mancata vigilanza continua durante tutte le fasi dell'opera, e non solo da un controllo finale. Il suo obbligo è prevenire i difetti, non limitarsi a segnalarli a lavori ultimati.
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Clausola vessatoria: quando la franchigia è valida?
Un giovane atleta subisce un infortunio durante una partita. La sua assicurazione nega l'indennizzo a causa di una franchigia del 10%, poiché l'invalidità accertata è solo del 2%. La famiglia contesta la clausola come vessatoria. La Corte d'Appello di Napoli stabilisce che la franchigia non è una clausola vessatoria, in quanto non limita la responsabilità dell'assicuratore, ma definisce l'oggetto stesso della copertura assicurativa. Di conseguenza, l'appello viene respinto e la decisione di negare l'indennizzo confermata.
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Onere della prova tributario: la guida della Cassazione
La Cassazione si pronuncia sull'onere della prova tributario in un caso di tasse sui rifiuti. Rigettato il ricorso di un'azienda che non ha dimostrato l'inutilizzabilità dei suoi immobili ai fini dell'esenzione. La sentenza chiarisce i limiti del principio di non contestazione e il potere discrezionale del giudice nel disporre consulenze tecniche.
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Malattia professionale e valutazione del danno al 6%
Un macchinista affetto da spondilodiscoartrosi si è visto riconoscere il diritto all'indennizzo per malattia professionale. La Corte di Appello ha confermato una invalidità del 6%, risolvendo un contrasto sorto in primo grado tra la perizia del CTU (5%) e la decisione del giudice (6%). La sentenza chiarisce il ruolo del consulente tecnico e i criteri per la valutazione del danno biologico, respingendo sia l'appello dell'istituto previdenziale che quello del lavoratore che chiedeva una percentuale maggiore.
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Reformatio in peius: i limiti del giudice d’appello
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice d'appello, affermando che non può peggiorare la posizione dell'unico appellante modificando la statuizione sulle spese legali a suo sfavore, se la controparte non ha proposto appello incidentale. Questo principio, noto come divieto di reformatio in peius, è stato applicato in un caso relativo a un'opposizione a decreto ingiuntivo. La Corte ha anche dichiarato inammissibile un motivo di ricorso che non contestava adeguatamente la duplice ratio decidendi della sentenza impugnata.
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