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Ante Iudicatum

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'prima della sentenza'. Si riferisce a provvedimenti, come le misure cautelari, che vengono adottati prima che il giudizio sia definito con una sentenza passata in giudicato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso straordinario per errore di fatto: rigetto e sanzione
L'Imputato, tramite difensore munito di procura speciale, propone un ricorso straordinario per errore di fatto contro un'ordinanza della Corte di Cassazione avente ad oggetto l'istanza di rimessione del processo. Successivamente L'Imputato invia personalmente una nota di revoca dell'impugnazione, riservandosi di depositarne una nuova. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto. I giudici evidenziano che tale impugnazione eccezionale è consentita soltanto contro sentenze definitive di condanna e non verso provvedimenti resi ante iudicatum. Inoltre la revoca personale dell'atto compiuto con procura speciale equivale a una rinuncia formale che consuma il potere di impugnare. L'Imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: limiti e confische
Il difensore di un soggetto destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale propone un ricorso straordinario per errore di fatto contro una precedente decisione della Cassazione. Il ricorrente lamenta che i giudici non abbiano considerato la prova sull'origine lecita dei fondi usati per acquistare un immobile confiscato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il ricorso straordinario per errore di fatto si applica solo alle sentenze irrevocabili di condanna. Questo rimedio straordinario non può essere utilizzato nei procedimenti che non portano a una condanna definitiva, come quelli relativi alle misure di prevenzione o ai provvedimenti cautelari. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e viene condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: no per le confische
Il ricorrente ha proposto un Ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione che confermava la confisca di un immobile in un procedimento di prevenzione. La difesa sosteneva che i giudici non avessero valutato la provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto del bene. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che questo rimedio eccezionale si applica solo alle sentenze irrevocabili che definiscono il giudicato penale nei confronti di un condannato. Di conseguenza, non è possibile utilizzare questo strumento contro i provvedimenti in materia di misure di prevenzione, i quali intervengono prima del giudicato definitivo.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: no sulla confisca
Il Ricorrente ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione che confermava la confisca di un immobile nell'ambito di una misura di prevenzione. La difesa sosteneva che i giudici avessero ignorato prove decisive sulla provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che questo rimedio straordinario è applicabile solo alle sentenze che determinano un giudicato definitivo nei confronti di un condannato. Di conseguenza, lo strumento non può essere utilizzato contro i provvedimenti provvisori o di prevenzione. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Straordinario Negato: Non si usa prima della condanna
Un imputato aveva chiesto di spostare il suo processo in un'altra sede, sostenendo che il tribunale locale non fosse imparziale. La sua richiesta è stata respinta. L'imputato ha allora presentato un'impugnazione speciale, il ricorso straordinario per errore di fatto, contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio chiaro: questo strumento legale è riservato esclusivamente a chi ha già ricevuto una condanna definitiva. Non può essere utilizzato per contestare decisioni procedurali prese prima della conclusione del processo. Di conseguenza, l'imputato ha perso e deve pagare le spese processuali e una multa.
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Errore di fatto: limiti nel ricorso straordinario.
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'esperibilità del ricorso straordinario per Errore di fatto contro decisioni relative a misure di prevenzione. Il ricorrente aveva impugnato una sentenza che dichiarava inammissibile il suo ricorso contro l'applicazione di misure personali e reali. La Suprema Corte ha chiarito che il rimedio dell'art. 625-bis c.p.p. non è applicabile ai provvedimenti emessi ante iudicatum, come quelli in materia di prevenzione, per i quali l'ordinamento prevede lo strumento della revoca. Il ricorso è stato dunque dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario: No a misure di prevenzione
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 45689/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto proposto contro una decisione in materia di misure di prevenzione (sorveglianza speciale e confisca). La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento, secondo cui tale rimedio è riservato esclusivamente alle sentenze di condanna passate in giudicato e non può essere esteso ai provvedimenti di prevenzione, i quali hanno natura 'ante iudicatum' e non presuppongono un accertamento di responsabilità penale.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
Un imputato ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una decisione della Corte di Cassazione relativa a una misura di custodia cautelare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che tale rimedio è applicabile solo a sentenze di condanna definitive e non a provvedimenti cautelari, che sono emessi prima del giudizio finale e non hanno carattere di irrevocabilità.
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Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso straordinario inammissibile poiché proposto contro un'ordinanza interlocutoria e non contro una sentenza definitiva. La decisione si fonda sul principio che tale rimedio non è esperibile per le decisioni "ante iudicatum", cioè emesse prima della conclusione del giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario inammissibile per estradizione
Un soggetto, richiesto in estradizione da uno stato estero, ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione che confermava il provvedimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: il ricorso straordinario è un rimedio eccezionale applicabile solo alle sentenze di condanna definitive. Non può essere utilizzato per decisioni su procedure incidentali come l'estradizione, poiché il soggetto interessato (l'estradando) non riveste la qualità di 'condannato'.
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Ricorso straordinario: limiti in fase cautelare
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso straordinario per errore di fatto, dichiarandolo inammissibile se proposto contro decisioni relative a misure cautelari. La sentenza sottolinea che tale rimedio è riservato esclusivamente alle sentenze di condanna passate in giudicato e non può essere esteso a provvedimenti interlocutori, come quelli 'de libertate', che sono privi del carattere di irrevocabilità.
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Ricorso straordinario: inammissibile per il terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11734/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto da un terzo interessato in un procedimento di prevenzione patrimoniale. La Corte ha ribadito due principi fondamentali: primo, tale rimedio non è applicabile alle decisioni in materia di misure di prevenzione; secondo, la legittimazione a proporlo spetta unicamente al condannato e non al terzo che interviene per tutelare i propri beni.
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Ricorso straordinario inammissibile: il caso delle misure
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro una precedente decisione in materia di misure di prevenzione. La Corte ha ribadito il principio secondo cui tale rimedio non è esperibile avverso decisioni che, come quelle sulle misure di prevenzione, intervengono "ante iudicatum". Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Straordinario Misure Prevenzione: Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro una sua precedente decisione in materia di misure di prevenzione patrimoniale (confisca di beni). Il ricorrente lamentava un errore di fatto, ma la Corte ha ribadito che tale rimedio è riservato esclusivamente alla figura del 'condannato' in un procedimento penale e non può essere esteso a chi è sottoposto a misure di prevenzione, data la diversa natura dei due istituti. La decisione conferma un orientamento consolidato, sottolineando che la diversità di trattamento è costituzionalmente legittima.
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Periculum in mora: necessario per il sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8388/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, confermando che il sequestro preventivo di un bene, anche se finalizzato a una confisca già disposta in primo grado, richiede sempre una motivazione specifica sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che l'urgenza di anticipare gli effetti della confisca deve essere dimostrata con elementi concreti e attuali, assenti nel caso di specie dove lo stato del bene era immutato da anni.
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Ricorso straordinario: inammissibile ante iudicatum
Un imputato ha presentato ricorso straordinario contro una decisione della Cassazione sulla durata della sua custodia cautelare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che questo rimedio è applicabile solo a sentenze di condanna definitive e non a provvedimenti emessi prima del giudizio finale (ante iudicatum).
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Ricorso straordinario inammissibile ante iudicatum
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato contro un'ordinanza su una misura cautelare. La sentenza chiarisce che tale rimedio è riservato esclusivamente ai condannati con sentenza irrevocabile e non può essere utilizzato nella fase delle indagini o del processo, definita ante iudicatum. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile fin dall'origine, nonostante la successiva rinuncia da parte del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro un'ordinanza in materia di misure cautelari. La sentenza chiarisce che tale rimedio è esperibile solo avverso sentenze di condanna irrevocabili e non per provvedimenti emessi nella fase antecedente al giudicato ('ante iudicatum'). Nonostante la rinuncia al ricorso, la Corte ne ha sottolineato l'inammissibilità originaria, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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