Un Lavoratore aveva coltivato tre piantine di cannabis sul balcone di casa, destinate al suo esclusivo uso personale. Il Tribunale lo aveva assolto, ma la Corte d'Appello lo aveva condannato per coltivazione domestica di stupefacenti per uso personale, ritenendo la condotta offensiva. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna. Ha stabilito che la coltivazione di minime quantità di piante, con tecniche rudimentali e senza indizi di inserimento nel mercato illecito, non costituisce reato. Questo perché manca il requisito dell'offensività, non essendoci un reale pericolo per la salute pubblica o un incremento del mercato della droga.
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