LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ammissione Al Passivo Con Riserva

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'iscrizione provvisoria di un credito nell'elenco dei debiti di un'impresa in liquidazione. Permette al creditore di non perdere i propri diritti mentre una causa per l'accertamento di quel credito è ancora in corso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ammissione al passivo con riserva: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla cessionaria del credito di un istituto bancario contro il Fallimento di una società. La banca chiedeva l'ammissione al passivo con riserva del proprio credito chirografario, scaturito da rapporti bancari contestati prima del fallimento. Il Tribunale aveva rigettato l'opposizione rilevando l'assenza dei presupposti di legge per la riserva e l'assenza di una formale richiesta di accertamento ordinario del credito. La Suprema Corte ha confermato che la domanda non dimostrava la violazione della legge fallimentare e non conteneva le necessarie prove dell'esistenza del credito. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese per la parte ricorrente.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: la sentenza vale nel fallimento
Una società creditrice ha richiesto l'inserimento nello stato passivo di un fallimento per somme derivanti da interessi moratori e spese legali. Il credito era stato accertato tramite una sentenza di rigetto dell'opposizione a decreto ingiuntivo, emessa prima della dichiarazione di fallimento ma non ancora passata in giudicato. La curatela fallimentare ha contestato l'opponibilità del titolo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che la sentenza non definitiva pronunciata prima del fallimento è pienamente opponibile alla procedura. Di conseguenza, la legge impone l'ammissione al passivo con riserva per tutelare la pretesa della società creditrice, in attesa della definizione dell'eventuale impugnazione.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva tra fallimento e appello
Due proprietari hanno citato in giudizio l'inquilino per canoni non pagati e risarcimento danni. Il Tribunale ha accolto solo in parte le loro domande. I proprietari hanno quindi presentato appello per ottenere l'intero importo. Durante il secondo grado di giudizio, l'inquilino è fallito. Il giudice fallimentare ha disposto l'ammissione al passivo con riserva per i crediti riconosciuti in primo grado. Tuttavia, la Corte d'Appello ha dichiarato improcedibile la causa ordinaria ritenendo prevalente la volontà del giudice delegato. I proprietari hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei creditori. Quando esiste già una sentenza di primo grado prima del fallimento, la causa di appello deve proseguire normalmente davanti al giudice ordinario per verificare il reale credito.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva per i tributi degli enti locali
Un Ente pubblico ha richiesto l'inclusione dei propri crediti tributari nel fallimento della società privata affidataria della riscossione. Il Tribunale ha respinto la richiesta per difetto di prova dei riversamenti effettivi e per la mancanza di una formale convenzione scritta. L'Ente ha promosso ricorso per Cassazione, sostenendo che l'ammissione al passivo con riserva fosse obbligatoria a causa della competenza esclusiva del giudice contabile sull'esame dei conti. La Suprema Corte ha rimesso la questione alla pubblica udienza per la rilevanza del tema.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: scontro banca-cooperativa
Una banca ha richiesto l'ammissione al passivo con riserva dei propri crediti di firma derivanti da fideiussioni non ancora escusse nei confronti di una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa. Il Tribunale ha rigettato la domanda, ritenendo che l'assenza di escussione escludesse l'esistenza stessa del credito e che le ipotesi di ammissione con riserva fossero tassative. La banca ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che tali crediti debbano essere ammessi come condizionali per garantire la parità di trattamento tra i creditori. La Suprema Corte, riconoscendo la particolare importanza e novità della questione interpretativa, ha disposto la rimessione della causa alla pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
Continua »
Liquidazione coatta amministrativa: salvi i crediti di lavoro
Due lavoratori ottengono una sentenza favorevole che riconosce il loro rapporto di lavoro subordinato e condanna il datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive. Durante l'appello, il datore di lavoro viene posto in liquidazione coatta amministrativa. La Corte d'Appello dichiara la temporanea improseguibilità del giudizio senza decidere nel merito. La Corte di Cassazione cassa la decisione, stabilendo che la liquidazione coatta amministrativa non rende improcedibile la causa se è già presente una sentenza di primo grado non ancora definitiva. In questo caso, il credito dei lavoratori viene ammesso al passivo con riserva e il processo d'appello deve proseguire regolarmente per accertare il diritto in sede ordinaria.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: sì alla garanzia pubblica
L'Ente Garante ha concesso una garanzia pubblica a favore di una banca per un mutuo erogato a una società, successivamente fallita. L'Ente ha richiesto l'ammissione al passivo con riserva del proprio credito di regresso. Il Tribunale ha respinto la domanda, ritenendo che il credito potesse sorgere solo dopo l'effettivo pagamento della garanzia. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Garante. I giudici hanno stabilito che il credito derivante da una garanzia pubblica sorge al momento del rilascio della stessa ed è condizionato all'inadempimento del debitore. Di conseguenza, il mancato pagamento immediato non impedisce l'ammissione al passivo con riserva. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: il lavoratore batte il fallimento
Un lavoratore ha chiesto l'ammissione al passivo dei propri crediti di lavoro (TFR, preavviso e differenze retributive) dopo il fallimento del datore di lavoro. Il giudice delegato ha disposto l'ammissione al passivo con riserva, rinviando la decisione all'esito di una causa di lavoro pendente. Il lavoratore ha proposto opposizione per rimuovere la riserva. Il Tribunale ha accolto la domanda del lavoratore, ritenendo la riserva atipica e quindi non apposta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del Fallimento. La Suprema Corte ha chiarito che il curatore non può contestare il merito del credito solo difendendosi nel giudizio di opposizione promosso dal lavoratore, ma avrebbe dovuto proporre un'autonoma e tempestiva impugnazione contro il provvedimento del giudice delegato.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: la Cassazione ferma il giudice del merito
Un Comune ha chiesto l'Ammissione al passivo con riserva di un credito milionario contro una Cooperativa in liquidazione coatta amministrativa. Il credito derivava da sanzioni per la vendita di alloggi a prezzi superiori a quelli convenzionati. Il Tribunale aveva negato l'ammissione, basandosi su una sentenza del TAR che aveva dichiarato il credito prescritto. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il giudice della liquidazione non può entrare nel merito di un credito soggetto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Deve invece ammetterlo con riserva, in attesa della decisione definitiva del giudice competente. La Cassazione ha quindi rinviato la causa al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Banca in liquidazione: il giudizio prosegue? La Cassazione frena
Un'azienda aveva avviato una causa contro una banca per la restituzione di oneri illegittimi. Durante il processo, la banca è stata posta in liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione si è trovata di fronte a un dilemma: il giudizio può continuare o deve fermarsi? A causa di due orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla 'proseguibilità del giudizio contro banca in liquidazione', la Corte ha deciso di non decidere. Ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rimettere la questione a un collegio più autorevole, che stabilirà un principio valido per tutti. La causa è quindi sospesa in attesa di questa decisione fondamentale.
Continua »
Ammissione con riserva: paga il Committente, ma l’Appaltatore fallisce
Un'azienda Committente, obbligata per legge a pagare i debiti di un suo Appaltatore insolvente verso un Subvettore, si trova di fronte a un problema: l'Appaltatore fallisce. Per tutelare il proprio futuro diritto a essere rimborsata, presenta una domanda di ammissione al passivo con riserva nel fallimento dell'Appaltatore, prima ancora di aver pagato il Subvettore. I giudici inizialmente respingono la richiesta, sostenendo che il diritto nasce solo dopo il pagamento. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione, non decide subito ma rinvia il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La questione centrale è se l'ammissione al passivo con riserva sia uno strumento valido per tutelare preventivamente il coobbligato.
Continua »
Banca in liquidazione coatta: stop alla causa? La Cassazione frena
La Corte di Cassazione affronta un caso di risarcimento danni avviato da alcuni risparmiatori contro una banca per l'acquisto di titoli argentini. Durante il processo, l'istituto di credito è stato posto in liquidazione coatta amministrativa. Il punto cruciale è stabilire se la procedura di liquidazione coatta amministrativa e giudizio pendente imponga lo stop automatico della causa. La Corte, rilevando un forte contrasto tra due diversi orientamenti dei suoi stessi giudici, non emette una decisione finale. Sceglie invece di rinviare il caso a una pubblica udienza per risolvere la questione di diritto e garantire certezza giuridica. La sorte della causa dei risparmiatori resta quindi sospesa in attesa di un principio definitivo.
Continua »
Imputazione pagamenti fallimento: La Cassazione chiarisce
Un istituto di credito ha impugnato la decisione del giudice fallimentare che aveva imputato un pagamento, ricevuto da una compagnia assicuratrice per conto del debitore poi fallito, prima al capitale e poi agli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, nel rapporto tra creditore e debitore fallito, il pagamento dell'indennizzo assicurativo deve essere considerato come un adempimento volontario. Pertanto, si applica la regola legale dell'imputazione pagamenti fallimento, che prevede di coprire prima gli interessi maturati e solo successivamente il capitale residuo.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: il coobbligato
Una società, coobbligata per debiti tributari di un'altra società poi fallita, si oppone al diniego di ammissione del proprio credito di regresso allo stato passivo. Il Tribunale aveva respinto la richiesta per mancata prova del pagamento integrale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, in attesa di definire questioni fondamentali sull'ammissione al passivo con riserva del credito del coobbligato, anche prima del pagamento integrale, e sulla natura di tale credito come condizionale.
Continua »
Credito di regresso fideiussore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito che il credito di regresso del fideiussore sorge solo con l'integrale pagamento del debito principale. Di conseguenza, il fideiussore non può chiedere l'ammissione al passivo del debitore fallito con riserva prima di aver effettuato tale pagamento, poiché il suo credito non è ancora giuridicamente esistente. La sentenza analizza l'evoluzione giurisprudenziale sul tema, consolidando l'orientamento secondo cui il pagamento è un elemento costitutivo del diritto di regresso e non una mera condizione di esigibilità.
Continua »
Ammissione al passivo con riserva: la Cassazione rinvia
Una società committente ha richiesto l'ammissione di un ingente credito risarcitorio nello stato passivo di un'impresa appaltatrice in amministrazione straordinaria. Le corti di merito hanno negato l'ammissione poiché il credito era oggetto di un giudizio civile non ancora definitivo. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sull'ammissione al passivo con riserva è pendente dinanzi alle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia nomofilattica.
Continua »