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Amministrazione Straordinaria

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514 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sanzioni amministrazione straordinaria: Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità delle sanzioni tributarie per debiti IVA di una società in amministrazione straordinaria. Con ordinanza, ha stabilito un principio dirimente: le sanzioni sono dovute solo se la scadenza del versamento era anteriore all'apertura della procedura concorsuale. Per le scadenze successive, l'impossibilità giuridica di pagare, dovuta al rispetto della par condicio creditorum, esclude la colpevolezza e quindi l'applicabilità della sanzione. Il ricorso della società è stato parzialmente accolto su questo punto.
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Cancellazione albo consulenti: la Cassazione riesamina
Un consulente finanziario viene cancellato dall'albo professionale dopo che la sua società di intermediazione è stata posta in amministrazione straordinaria. La Corte d'Appello conferma la cancellazione. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità delle questioni giuridiche, in particolare sulla giurisdizione e sul diritto di difesa del professionista, non decide in camera di consiglio ma rinvia il caso a una pubblica udienza per un esame approfondito. La questione centrale riguarda la natura del potere dell'Organismo di Vigilanza nella procedura di cancellazione albo consulenti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società finanziaria, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto di una domanda di insinuazione al passivo per un'ipoteca, ha effettuato la rinuncia al ricorso. Tale decisione è seguita a una sentenza delle Sezioni Unite che ha chiarito la corretta procedura da seguire. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti data la sopravvenienza del nuovo orientamento giurisprudenziale.
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Accordo sindacale: limiti del ricorso per cassazione
Un lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che i tribunali di merito avevano respinto la sua richiesta di assunzione basata su un accordo sindacale stipulato in seguito a un trasferimento d'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'interpretazione di un accordo rientra nella competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se non per vizi logici o violazioni di legge. Il ricorso mancava inoltre del requisito di specificità, non consentendo alla Corte di valutare le presunte violazioni.
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Fondo di Garanzia INPS: No se l’azienda è ceduta
La Cassazione nega l'accesso al Fondo di Garanzia INPS ai lavoratori di un'azienda ceduta in amministrazione straordinaria. Se il rapporto di lavoro prosegue con un acquirente solvente, quest'ultimo resta coobbligato per i crediti pregressi, nonostante accordi sindacali contrari. L'accordo privato non vincola l'INPS.
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Revocatoria fallimentare: pagamento con beni è anomalo
Un'impresa in crisi finanziaria paga un fornitore vendendogli dei beni (pani di ghisa) il cui valore viene poi compensato con il debito esistente. La Corte di Cassazione ha confermato che questa operazione costituisce un mezzo anomalo di pagamento, soggetto a revocatoria fallimentare, poiché la vendita era funzionalmente diretta a estinguere il debito in modo non ordinario, ledendo la parità di trattamento tra i creditori.
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Prescrizione e amministrazione straordinaria: il rinvio
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la trattazione di un ricorso. La questione centrale, ritenuta di particolare rilevanza, riguarda l'efficacia interruttiva permanente della prescrizione nell'ambito di una procedura di amministrazione straordinaria e del successivo fallimento. La Corte non decide nel merito ma ritiene necessario un approfondimento data la complessità del tema.
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Restituzione indebito: la buona fede salva dagli interessi
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi riceve un pagamento non dovuto (accipiens) in buona fede non è tenuto a versare gli interessi dal giorno del pagamento, ma solo dalla data della domanda giudiziale. Nel caso esaminato, una banca aveva ricevuto somme da una società in amministrazione straordinaria, poi rivelatesi non dovute. Avendo restituito il capitale prima della notifica dell'atto di citazione e non essendo stata provata la sua malafede al momento della ricezione, la Corte ha rigettato la richiesta di interessi avanzata dalla procedura. La valutazione della buona fede, essendo un accertamento di fatto, non è sindacabile in sede di legittimità. Questo principio è centrale nella disciplina della restituzione indebito.
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Impugnazione sentenza competenza: Appello o Regolamento?
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di impugnazione di una sentenza che si pronuncia solo sulla competenza. Un fallimento citava in giudizio due società per la cessione di un ramo d'azienda, avanzando plurime domande. Il Tribunale separava le cause, dichiarando improponibili le domande principali (per competenza del giudice fallimentare) e affermando la propria competenza per la sola azione revocatoria, sospendendo il giudizio. Le società proponevano appello, ma la Corte d'Appello lo dichiarava inammissibile. La Cassazione ha confermato che l'unica via per l'impugnazione di una sentenza che decide unicamente sulla competenza è il regolamento necessario di competenza, e non l'appello ordinario.
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Derogabilità art. 2112 c.c.: la Cassazione decide
Un gruppo di dirigenti medici, esclusi da un trasferimento d'azienda a seguito di una procedura di amministrazione straordinaria, ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato la precedente sentenza d'appello, la quale aveva erroneamente ritenuto non contestata la questione sulla derogabilità art. 2112 c.c. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha commesso un errore di omessa pronuncia, non decidendo nel merito la questione centrale della controversia, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Credito da licenziamento: ammesso con privilegio
Una lavoratrice ha proposto opposizione allo stato passivo di una società in Amministrazione Straordinaria per ottenere il risarcimento del danno da licenziamento. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale il Tribunale ha disposto la rettifica dello stato passivo, ammettendo un ulteriore credito da licenziamento di oltre 81.000 euro in via privilegiata.
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Prova del credito: onere e poteri del giudice
Una società di servizi si è vista rigettare la domanda di ammissione di un credito nei confronti di un'impresa in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la prova del credito, ossia la dimostrazione della completa esecuzione della prestazione, spetta interamente al creditore. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice fallimentare ha il potere-dovere di verificare d'ufficio la fondatezza del credito, anche in assenza di una specifica contestazione da parte degli organi della procedura.
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Crediti prededucibili: il termine per l’insinuazione
Un Comune ha presentato con 11 mesi di ritardo una domanda di insinuazione per crediti prededucibili (sanzioni e interessi IMU) verso una società in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che, sebbene non esista un termine fisso, il creditore deve agire in un tempo ragionevole. Un ritardo ingiustificato viene considerato 'colpevole' e comporta l'inammissibilità della richiesta, la cui valutazione spetta al giudice di merito.
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Responsabilità professionale avvocato: compenso negato
La richiesta di compenso di un avvocato per attività in procedure concorsuali è stata respinta a causa di grave negligenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la presentazione di ricorsi inammissibili costituisce un inadempimento che giustifica il mancato pagamento. L'ordinanza chiarisce i limiti della responsabilità professionale avvocato e le conseguenze di una condotta imperita.
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Deposito telematico: la data che conta è la ricevuta
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla tempestività del deposito telematico. Un ricorso, inizialmente dichiarato inammissibile perché ritenuto tardivo, è stato giudicato tempestivo. La Corte ha chiarito che la data che fa fede non è quella di registrazione dell'atto da parte della cancelleria, ma il momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) dal sistema di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia. Questa decisione protegge il cittadino da ritardi non imputabili a lui.
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Subentro contratto: la Cassazione e i crediti
Una società fornitrice si è opposta alla classificazione di un suo credito come parzialmente chirografario nell'ambito di un'amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, in caso di esplicito subentro contratto da parte del commissario straordinario, l'intero credito, inclusa la parte maturata prima della procedura, acquisisce natura prededucibile. Il tribunale di merito aveva erroneamente omesso di valutare la comunicazione formale di subentro, un fatto decisivo per la causa.
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Prescrizione e Amministrazione Straordinaria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16166/2024, ha stabilito che la domanda di ammissione al passivo in amministrazione straordinaria non interrompe la prescrizione. L'effetto interruttivo permanente si produce solo con il deposito dell'elenco dei crediti da parte dei commissari. Nel caso di specie, un credito vantato da un Ministero verso una società, poi fallita, è stato dichiarato prescritto poiché erano decorsi oltre dieci anni dall'ultimo atto interruttivo, senza che i commissari avessero mai depositato l'elenco dei crediti ammessi. La successiva conversione in fallimento non ha sanato la prescrizione già maturata.
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Pagamento post insolvenza: inefficacia e onere prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società intermediaria che aveva ricevuto un pagamento da un'altra società lo stesso giorno in cui quest'ultima era stata dichiarata insolvente. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete del trasferimento della somma a una terza parte (in questo caso, una compagnia assicuratrice), il pagamento post insolvenza è da considerarsi inefficace nei confronti dei creditori. L'onere di provare la propria carenza di legittimazione passiva ricade interamente su chi riceve il pagamento, e il danno per la massa dei creditori è presunto in via assoluta.
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Interessi su credito privilegiato: quale tasso si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2025, ha chiarito la disciplina degli interessi su credito privilegiato in una procedura di amministrazione straordinaria. È stato stabilito che il tasso di interesse speciale, previsto da una normativa di settore per un credito garantito, non si applica per l'intera durata della procedura. Invece, la regola generale prevista dalla legge fallimentare e dall'art. 2749 c.c. prevale. Di conseguenza, il tasso speciale è riconosciuto solo per l'anno in corso alla data della dichiarazione di insolvenza; per il periodo successivo, si applica il più basso tasso di interesse legale, al fine di tutelare la parità di trattamento tra tutti i creditori.
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Credito prededucibile: no per quote non versate
Una società in amministrazione straordinaria aveva sottoscritto quote di un consorzio senza versarle integralmente. Il consorzio ha chiesto l'ammissione al passivo con privilegio prededucibile. La Corte di Cassazione ha negato tale status, stabilendo che l'obbligazione è sorta al momento della sottoscrizione, antecedente alla procedura. Pertanto, non può essere un credito prededucibile. La Corte ha inoltre affermato il principio dell'effetto preclusivo di una precedente ammissione al passivo dello stesso credito in via chirografaria.
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