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Aliquota Agevolata

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34 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione integrativa: guida alla tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante il regime fiscale di una pensione integrativa erogata da un fondo interno. Il contribuente aveva richiesto il rimborso delle maggiori imposte versate tra il 2014 e il 2018, invocando l'applicazione dell'aliquota agevolata del 15% prevista dal D.Lgs. 252/2005. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che per i cosiddetti 'vecchi iscritti' (soggetti iscritti a fondi pensionistici prima del 29 aprile 1993), ai montanti maturati entro il 31 dicembre 2006 si applica il regime tributario previgente e non la nuova tassazione agevolata, confermando l'inapplicabilità del nuovo sistema per ragioni temporali.
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Rimborso IVA consorzio: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un rimborso IVA consorzio derivante dalla differenza tra l'aliquota agevolata applicata al committente e quella ordinaria fatturata dalle società socie. La Corte ha stabilito che deve esistere un'unitarietà del regime fiscale tra i rapporti interni e quelli esterni al consorzio, rigettando la possibilità di detrarre l'IVA versata in eccesso se superiore a quella effettivamente dovuta.
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Aliquota agevolata fondazioni: l’onere della prova
Una fondazione bancaria si è vista negare l'applicazione dell'aliquota agevolata IRPEG per l'annualità 1992-1993. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che l'attività principale dell'ente fosse la gestione della partecipazione di controllo in un istituto di credito, e non un'attività no-profit. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33107/2023, ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la decisione del giudice di merito. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la prevalenza dell'attività sociale e di pubblica utilità rispetto a quella commerciale grava sulla fondazione. Secondo i giudici, non sono sufficienti documenti formali come statuto e bilancio, ma è necessaria una prova concreta e analitica delle attività effettivamente svolte, che il giudice del rinvio non aveva adeguatamente accertato.
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Incentivi esodo: no tasse agevolate su conciliazioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli incentivi esodo corrisposti tramite un accordo di conciliazione transattiva non godono della tassazione agevolata. Poiché la somma è stata erogata per risolvere una controversia tra lavoratore e datore di lavoro, essa perde la natura di mero incentivo e viene tassata con aliquota ordinaria, negando così il diritto al rimborso fiscale richiesto dalla contribuente.
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Aliquota agevolata enti religiosi: i requisiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante l'applicazione dell'aliquota agevolata IRES a un ente religioso per una plusvalenza immobiliare. L'Amministrazione Finanziaria contestava il beneficio, sostenendo la mancanza di un nesso diretto tra l'operazione e i fini di culto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la sola qualifica soggettiva di ente religioso non è sufficiente. È necessario dimostrare che l'attività commerciale sia in un rapporto di strumentalità diretta e immediata con le finalità istituzionali. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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IVA agevolata prima casa: quando provarne i requisiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19733/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'IVA agevolata prima casa. In un caso di contratto preliminare non adempiuto, la Corte ha stabilito che i requisiti per l'aliquota ridotta devono essere posseduti e provati al momento della sentenza di trasferimento coattivo (ex art. 2932 c.c.), non alla data del preliminare. La richiesta della promissaria acquirente è stata respinta per non aver fornito tale prova. È stato inoltre negato il risarcimento danni per la mancata consegna delle chiavi, ritenuta giustificata dal mancato pagamento del prezzo da parte dell'acquirente.
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Controllo automatizzato: limiti e poteri del Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può utilizzare la procedura di controllo automatizzato per negare un'aliquota fiscale agevolata se ciò richiede una valutazione complessa della natura giuridica del contribuente. In questo caso, relativo a un'Autorità Portuale, la Corte ha annullato la cartella di pagamento, affermando che era necessario un avviso di accertamento formale per garantire il diritto di difesa del contribuente, poiché la questione non era un semplice errore di calcolo ma implicava un'analisi di merito.
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Aliquota ridotta gas industriale: quando si applica?
Una società che produceva calore per terzi chiedeva l'applicazione dell'accisa agevolata per uso industriale su tutto il gas consumato. La Corte di Cassazione ha negato il beneficio, stabilendo che l'aliquota ridotta gas industriale dipende dalla destinazione finale dell'energia. Se il calore è ceduto a terzi per usi civili, come il riscaldamento, si applica l'aliquota ordinaria, indipendentemente dalla complessità del processo produttivo.
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Accisa gasolio trasporto: no rimborso per noleggio bus
Una società di trasporti si è vista negare il rimborso dell'accisa sul gasolio per la sua attività di noleggio autobus con conducente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'agevolazione fiscale sull'accisa gasolio trasporto è riservata esclusivamente al servizio di trasporto regolare di passeggeri e non si estende a quello occasionale. La decisione si allinea al diritto dell'Unione Europea, che consente agli Stati di differenziare i due servizi per perseguire obiettivi di politica ambientale.
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IVA aliquota agevolata: no al 4% per residence
La Corte di Cassazione stabilisce che l'IVA aliquota agevolata al 4% non è applicabile per la fornitura di beni destinati alla costruzione di un residence turistico-alberghiero. La qualifica oggettiva dell'immobile al momento dell'operazione (attività d'impresa) prevale sull'intenzione futura del committente di trasformarlo in abitazioni residenziali. La classificazione catastale D/2 e la destinazione d'uso commerciale sono decisive.
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Agevolazione prima casa: la Cassazione e la retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dei criteri per l'agevolazione prima casa ai fini IVA, introdotta dal D.Lgs. 175/2014, non ha efficacia retroattiva. Per un acquisto immobiliare avvenuto nell'ottobre 2014, si applicano ancora i vecchi criteri basati sulla superficie (D.M. 1969), che definivano "di lusso" un'abitazione superiore a 240 mq, escludendola dal beneficio. La Corte ha quindi confermato la richiesta di maggiore imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate, respingendo l'applicazione delle nuove e più favorevoli norme basate sulla categoria catastale.
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IVA agevolata energia: solo da fonti rinnovabili
Una società di fornitura energetica aveva applicato l'IVA ridotta al 10% sulla cessione di calore per uso domestico, prodotto però da fonti non rinnovabili. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4381/2025, ha stabilito che l'IVA agevolata energia si applica esclusivamente alle forniture derivanti da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. La Corte ha chiarito che la normativa fiscale intende incentivare l'uso di energie pulite, escludendo dal beneficio le forniture energetiche convenzionali, anche se erogate tramite contratti di "servizio energia".
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Tassazione fondi pensione: la prova del rendimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4833/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla tassazione fondi pensione. Un ex dirigente aveva richiesto un rimborso fiscale, sostenendo l'applicazione di un'aliquota agevolata del 12,5% sulla liquidazione del suo fondo pensione aziendale. La Corte ha respinto la richiesta, affermando che l'aliquota agevolata si applica solo alla parte della prestazione che rappresenta un effettivo rendimento finanziario derivante da investimenti sul mercato. Il contribuente non è riuscito a fornire tale prova, pertanto il ricorso è stato rigettato. La sentenza sottolinea che l'onere della prova del rendimento spetta esclusivamente al contribuente.
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Aliquota agevolata enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva parzialmente negato a un ente ecclesiastico l'applicazione dell'aliquota agevolata IRES sui redditi immobiliari. Il caso riguardava un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava il beneficio fiscale per cinque immobili. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel confermare la decisione di primo grado con una motivazione apparente, senza analizzare nel dettaglio i singoli motivi di appello e senza verificare, per ogni immobile, la sussistenza dei requisiti oggettivi richiesti per l'agevolazione. È stato chiarito che non basta la natura ecclesiastica dell'ente (requisito soggettivo), ma occorre dimostrare che l'attività svolta non sia commerciale o, se lo è, sia strumentale e non prevalente rispetto ai fini istituzionali. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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