La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo accusato di danneggiamento aggravato da esposizione a pubblica fede per aver rovinato un'auto parcheggiata in strada di notte. L'imputato sosteneva che l'aggravante non fosse applicabile, dato che il proprietario si trovava in casa, a pochi metri di distanza. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: non conta la vicinanza fisica, ma la capacità di esercitare un controllo diretto e immediato sul bene. Trovandosi in casa a tarda ora, e per di più svegliato solo dai rumori, il proprietario non poteva esercitare alcuna sorveglianza efficace. Di conseguenza, l'auto era affidata alla fiducia pubblica e il reato è stato correttamente qualificato come aggravato.
Continua »