La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un soggetto che, pur essendo agli arresti domiciliari, ha violato ripetutamente le prescrizioni. L'indagato, autorizzato a recarsi a visite mediche, ha deviato il percorso per effettuare soste non consentite, videochiamate e incontri con persone estranee al nucleo familiare. Nonostante la difesa sostenesse la scarsa offensività delle condotte, i giudici hanno ritenuto che tali episodi dimostrino una totale insensibilità verso l'autorità giudiziaria. La decisione ribadisce che l'aggravamento della misura cautelare con la custodia in carcere è necessario quando i domiciliari, anche con braccialetto elettronico, risultano inidonei a contenere la pericolosità sociale del soggetto, specialmente in contesti di criminalità organizzata legata al traffico di stupefacenti.
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