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Affidamento Di Fatto

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una linea di credito (fido) che, pur non essendo formalizzata in un contratto scritto, viene di fatto concessa dalla banca e utilizzata dal cliente, la cui esistenza può essere provata tramite altri elementi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affidamento di fatto: la banca paga anche senza contratto
Un'azienda correntista ha citato in giudizio un istituto di credito contestando l'applicazione di interessi usurari e commissioni illegittime sul proprio conto corrente. I giudici di merito hanno ricalcolato il saldo a favore del cliente, accertando l'esistenza di un affidamento di fatto (un'apertura di credito non formalizzata per iscritto). La banca ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo l'assenza di un contratto scritto di affidamento e la prescrizione dei diritti del cliente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la mancanza di forma scritta tutela solo il cliente (nullità di protezione) e che l'affidamento di fatto può essere provato con estratti conto e comportamenti concludenti. Di conseguenza, i versamenti del cliente erano ripristinatori e non prescritti. La banca perde la causa e deve pagare le spese.
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Onere della prova fido bancario: la Cassazione decide
Una banca ricorre in Cassazione dopo una condanna a rimborsare un correntista. Il ricorso è rigettato. La Suprema Corte conferma che, in presenza di indizi su un'apertura di credito, l'onere della prova per dimostrare la natura solutoria dei versamenti (e quindi la loro prescrizione) grava sulla banca, non sul cliente. Viene inoltre ribadita la possibilità di provare un fido anche in assenza di un contratto scritto, basandosi su elementi presuntivi.
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Affidamento di fatto: prova senza contratto scritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16445/2024, ha stabilito che per i rapporti bancari sorti prima del 1992, la prova di un'apertura di credito non necessita di un contratto scritto. L'esistenza di un "affidamento di fatto" può essere dimostrata attraverso il comportamento concludente delle parti, come la sistematica accettazione di scoperti di conto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che, richiedendo la prova scritta, aveva erroneamente considerato prescritto il diritto di un cliente a recuperare somme indebitamente pagate.
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Affidamento di fatto: prova e prescrizione in Cassazione
Una correntista ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per addebiti illegittimi sul conto. La Corte d'Appello aveva dichiarato prescritta gran parte della pretesa, negando l'esistenza di un affidamento. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, sottolineando che la Corte d'Appello ha errato nel non considerare un contratto di affidamento scritto per il periodo 1996-2000 e ha ribadito i principi sulla prova dell'affidamento di fatto per il periodo antecedente, ai fini del calcolo della prescrizione.
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Anatocismo bancario: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per anatocismo bancario, interessi ultralegali e usura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha precisato che la tolleranza verso continui scoperti di conto non crea un "affidamento di fatto", ha validato un metodo di calcolo degli interessi che non reintroduce l'anatocismo e ha ribadito che la verifica dell'usura deve basarsi sull'operato effettivo della banca, non su un conto teoricamente "depurato".
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Affidamento di fatto: prova e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando che un affidamento di fatto può essere provato tramite presunzioni e condotta concludente, anche in assenza di un contratto scritto. Di conseguenza, le rimesse sul conto sono state qualificate come ripristinatorie e l'azione di ripetizione dell'indebito non era prescritta, con decorrenza del termine solo dalla chiusura del conto.
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