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Adempimento

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'adempimento, nell'ordinamento giuridico italiano, è l'esatta esecuzione della prestazione dovuta dedotta in obbligazione nonché principale, sebbene non unico, modo di estinzione delle obbligazioni.. A prescindere dalle ipotesi in cui l'inadempimento è connotato da elementi di frode da parte del debitore, come ad esempio nel caso di pagamento effettuato a mezzo di assegni a vuoto, in dottrina e in giurisprudenza si discute sulla nozione di «esatto adempimento», mancando una norma definitoria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recesso illegittimo locazione commerciale: Canoni dovuti o solo danni?
Un'azienda ha risolto anticipatamente un contratto di locazione commerciale senza i gravi motivi richiesti dalla legge. Il proprietario ha chiesto il pagamento dei canoni fino alla scadenza naturale. La Corte di Cassazione ha confermato che il recesso illegittimo locazione commerciale non scioglie automaticamente il contratto. Il locatore ha diritto all'adempimento (pagamento dei canoni), non solo al risarcimento del danno. La sentenza rigetta il ricorso del conduttore, condannandolo alle spese processuali.
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Concorso vinto, assunzione ritardata: il risarcimento danno mancata assunzione
Una lavoratrice ha vinto un concorso pubblico per dirigente in una Azienda Sanitaria Locale nel 2006, ma è stata assunta solo nel 2012. Ha chiesto il risarcimento danno mancata assunzione per il ritardo. I giudici di merito hanno riconosciuto il risarcimento solo dalla messa in mora (richiesta formale) del 2011. La lavoratrice ha fatto ricorso, sostenendo che il risarcimento dovesse decorrere dall'approvazione della graduatoria (2006). La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, sebbene la vittoria del concorso dia diritto all'assunzione, il rapporto di lavoro si perfeziona con un contratto. Il risarcimento danno mancata assunzione per il ritardo decorre dalla messa in mora, salvo diverse specifiche nel bando.
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Ritardo consegna postale: la Cassazione annulla la sentenza
Una società spedisce un plico per una gara d'appalto tramite un servizio postale rapido. A causa di un ritardo consegna postale, il plico arriva oltre la scadenza e la società viene esclusa. Il Tribunale condanna l'operatore postale, ma la Corte d'Appello ribalta la decisione ritenendo provato un primo tentativo di consegna fallito per chiusura degli uffici. La Cassazione accoglie il ricorso della società speditrice: la sentenza d'appello si fonda su una motivazione apparente, poiché non spiega in base a quali prove ritiene dimostrato il primo tentativo di consegna. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Clausola penale e bonifico in ritardo: quando scatta la sanzione
Il Creditore e i Debitori stipulano una transazione che prevede il pagamento di 700.000 dollari. L'accordo contiene una clausola penale di 350.000 dollari per il ritardo anche di un solo giorno. I Debitori dispongono il bonifico dell'ultima rata prima della scadenza, ma la somma viene accreditata sul conto del Creditore con cinque giorni di ritardo. La Corte di Cassazione stabilisce che il pagamento di un'obbligazione pecuniaria si perfeziona solo quando il creditore ottiene la concreta disponibilità del denaro, rendendo il pagamento tardivo. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie anche il ricorso dei Debitori sulla riduzione della clausola penale, rinviando alla Corte d'Appello per valutare se l'importo della sanzione sia manifestamente eccessivo rispetto all'effettivo interesse del creditore e al ritardo di pochi giorni.
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Diritto di copia privata: calcoli impossibili ma risarcimento dovuto
Una società cessionaria di diritti televisivi ha richiesto all'associazione di categoria l'indennizzo per il Diritto di copia privata per la trasmissione di diverse opere. Una prima sentenza ha accertato il diritto al compenso basato sulle delibere dell'associazione. Tuttavia, i criteri di calcolo previsti da tali delibere si sono rivelati del tutto indeterminabili e incompleti nella pratica. La Corte d'appello ha quindi respinto la domanda di adempimento specifico, ma ha accolto la richiesta di risarcimento del danno per inadempimento, liquidando 350.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'associazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'impossibilità di calcolare l'esatto compenso per colpa del debitore legittima la condanna al risarcimento del danno.
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Ritardo nell’adempimento: richiesta non basta, serve l’accordo
Un gestore di una stazione di servizio chiede al suo fornitore di energia un aumento di potenza. Il fornitore non risponde subito e il gestore lo cita in giudizio per i danni derivanti dal ritardo. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: il semplice invio di una richiesta di modifica contrattuale non è sufficiente a far nascere un nuovo obbligo per il fornitore. Il momento da cui calcolare un eventuale **ritardo nell'adempimento** è quello in cui si forma un nuovo accordo, ovvero quando il cliente accetta formalmente il preventivo del fornitore. Prima di tale accettazione, non esiste un obbligo modificato e, quindi, non può esserci un ritardo giuridicamente rilevante. La Corte ha quindi dato ragione al fornitore su questo principio.
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Litisconsorzio necessario: ricorsi mobilità docenti
Una docente ha impugnato il mancato trasferimento interprovinciale, lamentando l'assegnazione dei posti a colleghi con minore anzianità. La Corte di Cassazione ha chiarito che in tali controversie sussiste il litisconsorzio necessario tra il ricorrente, l'amministrazione e i docenti controinteressati che hanno ottenuto il posto. Poiché nel caso di specie non tutti i soggetti erano stati regolarmente chiamati in giudizio, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, ordinando il rinvio al primo grado per integrare il contraddittorio. La decisione ribadisce che la pretesa al trasferimento è un'azione di adempimento che richiede una visione unitaria della procedura.
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Litisconsorzio necessario nella mobilità docenti
Una docente ha impugnato gli esiti della mobilità straordinaria per l'anno scolastico 2016/2017, sostenendo che altri colleghi con punteggio inferiore avessero ottenuto il trasferimento indebitamente. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza precedente rilevando la mancanza del litisconsorzio necessario. Il giudizio era stato infatti promosso solo contro l'Amministrazione, omettendo di coinvolgere i docenti controinteressati che avevano effettivamente ottenuto i posti contestati.
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Incompetenza territoriale: i requisiti per le società
Una risparmiatrice ha citato una società di servizi per ottenere il rimborso di due buoni postali fruttiferi. La società ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che la causa dovesse essere trattata presso la propria sede legale o nel luogo di sottoscrizione dei titoli. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della risparmiatrice, rilevando che l'eccezione era incompleta. La società non aveva infatti provato l'inesistenza di sedi secondarie nel circondario del giudice adito, né aveva contestato correttamente il criterio del luogo in cui l'obbligazione doveva essere adempiuta. Di conseguenza, la competenza è rimasta radicata presso il giudice originariamente scelto dall'attrice.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’adempimento?
Una società di ingegneria ha citato in giudizio un ente pubblico per il mancato pagamento di alcuni studi di fattibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'onere della prova dell'avvenuto adempimento contrattuale grava su chi richiede il pagamento. Poiché la società non ha mai depositato in giudizio gli studi realizzati, non ha potuto dimostrare il proprio diritto al compenso, rendendo la sua domanda infondata.
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