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Ad Probationem

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Validità transazione: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società contesta la validità di una transazione siglata con una banca per chiudere una disputa su contratti derivati. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accordo, stabilendo che per definire l'oggetto della lite ('res dubia') è sufficiente l'elenco dei contratti contestati, senza necessità di dettagliare ogni specifica doglianza. La Corte ha inoltre precisato che la mancata firma di una parte può essere sanata dal suo comportamento successivo, che dimostri la volontà di avvalersi dell'accordo. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.
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Prova testimoniale pagamento: quando è ammessa?
Un creditore ha agito in giudizio per il pagamento integrale di un debito formalizzato in un accordo scritto. I debitori si sono difesi sostenendo di aver pagato una parte in contanti, fornendo come prova delle testimonianze. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che la prova testimoniale è ammissibile per dimostrare un pagamento, anche se l'obbligazione deriva da un atto scritto, a meno che la legge non imponga specificamente la forma scritta per la validità o la prova del contratto stesso.
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Modifica Contratto di Agenzia: la prova scritta decisiva
Una società mandante ha contestato delle commissioni dovute a un'agente, sostenendo che una "circolare sconti" avesse modificato il loro contratto. I tribunali, inclusa la Cassazione, hanno respinto le pretese della mandante, stabilendo che la modifica contratto di agenzia richiede una prova scritta e l'accettazione da parte di un legale rappresentante, elementi che in questo caso mancavano.
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Contratto part time nullo e rapporto full time
La Cassazione chiarisce le conseguenze di un contratto part time nullo per assenza di forma scritta. Sebbene il rapporto si presuma full time, il giudice può riconoscere un accordo tacito tra le parti per la sospensione della prestazione lavorativa. In questo caso, i lavoratori, dipendenti di una discoteca, si vedono riconosciuto il diritto a una garanzia minima di giornate retribuite, pattuita tacitamente e non modificabile unilateralmente dall'azienda.
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Cessione d’azienda: responsabilità per debiti non iscritti
Un creditore ha agito contro una società e il suo ex liquidatore, il quale avrebbe continuato l'attività tramite una cessione d'azienda occulta. I tribunali di merito hanno ritenuto l'individuo responsabile per i debiti sociali, anche se non iscritti nei libri contabili, data la natura fraudolenta del trasferimento. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto di principi sulla necessità della registrazione contabile per la responsabilità del cessionario, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per la complessità della questione. Il punto nodale è se il requisito formale dell'art. 2560 c.c. possa essere derogato in caso di cessione d'azienda fittizia o nascosta.
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Valore probatorio email: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14046/2024, ha stabilito che una semplice email non può essere scartata a priori come prova di modifica di un contratto di assicurazione. Il suo valore probatorio deve essere valutato dal giudice caso per caso, analizzando le sue caratteristiche tecniche di sicurezza e integrità. Il caso riguardava un autotrasportatore a cui era stata negata la copertura per il furto di merci sulla base di un'esclusione di polizza, che egli sosteneva fosse stata rimossa tramite uno scambio di email con la compagnia assicurativa. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva negato ogni valore all'email, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sui principi del Codice dell'Amministrazione Digitale.
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Prova incarico professionale: Cassazione chiarisce
Uno studio di commercialisti si è visto rigettare la domanda di ammissione al passivo per compensi professionali dal tribunale, per mancata prova scritta dell'incarico. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la prova dell'incarico professionale non richiede la forma scritta e può essere fornita con ogni mezzo, anche con presunzioni. I documenti prodotti non possono essere ritenuti inammissibili solo perché la loro pertinenza non è stata dettagliata singolarmente. Il caso è stato rinviato al tribunale per un nuovo esame.
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Notifica ricorso cassazione: l’avviso di ricevimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché la parte ricorrente non ha fornito la prova del perfezionamento della notifica. Anziché depositare l'originale avviso di ricevimento della raccomandata, è stata prodotta una semplice stampa dal sito delle Poste. La Corte ha ribadito che, per la prova della notifica ricorso cassazione, tale documento non è sufficiente, essendo indispensabile l'avviso di ricevimento con timbro postale, a pena di inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: le sanzioni per lite temeraria
Un ex amministratore di condominio, condannato a restituire somme, vede il suo appello dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte non solo conferma la decisione, ma lo condanna anche per lite temeraria, evidenziando come un ricorso inammissibile e privo di fondamento possa comportare gravi conseguenze economiche, inclusa la condanna al pagamento di ulteriori somme a titolo di sanzione.
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Contratto di agenzia: la validità per fatti concludenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica di un contratto di agenzia può essere valida anche senza una nuova firma, se le parti hanno tenuto per anni un comportamento concludente, come l'applicazione di nuove condizioni provvigionali. In questo caso, l'agente che aveva tacitamente accettato le nuove regole per un decennio non ha potuto poi contestarle per ottenere indennità di fine rapporto. Il ricorso dell'agente è stato respinto.
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Arricchimento senza causa: la prova dell’impoverimento
Un fornitore ha citato in giudizio un circolo sportivo per il mancato pagamento di utenze. In assenza di un contratto scritto, la richiesta è stata inizialmente respinta. In appello, la domanda è stata riqualificata come azione di arricchimento senza causa. La Corte d'Appello ha rigettato l'appello, sottolineando che il fornitore non ha provato il proprio impoverimento. La sola presentazione delle fatture, senza la prova del relativo pagamento, non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare un danno patrimoniale effettivo.
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Variazioni concordate appalto: la prova scritta è d’obbligo
In una causa relativa a un contratto di appalto per la fornitura di impianti fotovoltaici, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale sulle variazioni concordate appalto. Se le modifiche al progetto sono proposte dall'appaltatore, l'autorizzazione del committente deve essere provata esclusivamente per iscritto. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente ammesso la prova testimoniale per dimostrare tale consenso, riaffermando la necessità della forma scritta 'ad probationem' come previsto dall'art. 1659 del codice civile.
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