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Accollo

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125 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Potere del giudice tributario: i limiti invalicabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4702/2025, ha stabilito i limiti del potere del giudice tributario. Se l'Agenzia delle Entrate liquida un'imposta su una base imponibile errata (in questo caso, l'accollo di debiti anziché la cessione di beni), il giudice deve annullare l'atto, non potendo ricalcolare l'imposta su una base diversa. Questa azione modificherebbe l'oggetto della controversia, violando i principi del processo. La Corte ha inoltre confermato la condanna dell'Agenzia per lite temeraria, avendo agito contro la giurisprudenza consolidata.
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Cessione ramo d’azienda: il calcolo della base imponibile
Una società vendeva un ramo d'azienda. L'Agenzia delle Entrate contestava il valore dichiarato, riqualificando una passività di quasi 2 milioni di euro, trasferita all'acquirente, come parte del prezzo di vendita. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito un principio chiave per la cessione ramo d'azienda: la base imponibile per l'imposta di registro deve includere anche i debiti non strettamente inerenti all'attività aziendale che vengono accollati dall'acquirente. Questi, infatti, non rappresentano una passività che riduce il valore dell'azienda, ma una modalità di pagamento del corrispettivo, e come tali vanno tassati.
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Azione revocatoria: ipoteca non esclude pregiudizio
Un creditore ha esercitato un'azione revocatoria contro la vendita di immobili effettuata dal suo debitore. Il debitore sosteneva che la vendita non causasse pregiudizio, poiché gli immobili erano già ipotecati. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che l'esistenza di un'ipoteca non annulla l'"eventus damni" (il pregiudizio). La valutazione deve considerare la possibilità futura che l'ipoteca venga estinta, rendendo l'azione revocatoria uno strumento valido per tutelare i diritti del creditore. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Accollo mutuo conferimento: no alla deduzione fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di conferimento di un immobile in società, il debito derivante da un mutuo (accollo mutuo conferimento) può essere dedotto dalla base imponibile dell'imposta di registro solo se è 'inerente' al bene stesso, ovvero contratto per la sua conservazione o miglioramento, e non per scopi personali del conferente. La mera pattuizione di un accollo interno, senza che la società diventi debitrice diretta verso la banca, non è sufficiente a giustificare la deduzione fiscale.
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Contratto di accoglienza: quando è valido e va pagato
Un figlio si opponeva al pagamento delle rette per la degenza della madre in una struttura, sostenendo la nullità del contratto di accoglienza. Il Tribunale di Verona ha respinto l'opposizione, chiarendo che i contratti per prestazioni puramente assistenziali, non a carico del Servizio Sanitario Nazionale, sono pienamente validi. Di conseguenza, ha confermato l'obbligo del figlio di saldare il debito.
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