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Accertamento Tecnico Preventivo (Atp)

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91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decadenza pensione: l’azione legale tardiva è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva il requisito sanitario per una pensione di inabilità. La Corte ha stabilito che l'azione legale, intentata dall'erede oltre dieci anni dopo la domanda amministrativa, era inammissibile per intervenuta decadenza del diritto. Anche se il requisito sanitario sussisteva, la tardività dell'azione ha comportato la carenza di interesse ad agire, estinguendo ogni possibile pretesa economica e rendendo inutile l'accertamento tecnico.
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Regolamento di giurisdizione: inammissibile in ATP
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di giurisdizione proposto durante un accertamento tecnico preventivo. La natura provvisoria e strumentale di tale procedimento non consente una decisione preventiva sulla giurisdizione, che potrà essere discussa solo nel successivo giudizio di merito.
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Aliud pro alio: la prova del bene difettoso
Un'azienda agricola si opponeva al pagamento di una fornitura di mangime, sostenendo che fosse talmente difettoso da configurare una vendita 'aliud pro alio', avendo causato la morte del bestiame per avvelenamento da rame. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando la legittimità dell'uso di un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) svolto in un'altra sede come prova e la possibilità per l'acquirente di modificare la propria domanda in corso di causa.
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Responsabilità medica: polizza copre anche il compenso?
Un caso di malasanità dentale approda in Corte d'Appello. La sentenza chiarisce i confini della copertura assicurativa in tema di responsabilità medica, stabilendo che il compenso inutilmente pagato al professionista costituisce un danno risarcibile coperto dalla polizza. La Corte conferma inoltre che la richiesta di graduazione della colpa tra medico e struttura sanitaria deve essere formulata espressamente in giudizio. Infine, viene legittimata la riduzione delle spese legali in caso di atti processuali eccessivamente prolissi.
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Accertamento tecnico preventivo e prescrizione: la guida
La Cassazione conferma che l'avvio di un accertamento tecnico preventivo interrompe in modo permanente, e non solo istantaneo, la prescrizione per gravi difetti di costruzione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, condannata per vizi strutturali, validando l'uso della perizia ATP nel processo e la legittimità del mancato pagamento del saldo da parte del committente a fronte dei gravi inadempimenti.
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Termine impugnazione: conta l’inizio del merito
Un'azienda sanitaria ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per tardività. L'azienda sosteneva dovesse applicarsi il vecchio termine di un anno perché un procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP) era iniziato prima della riforma che ha introdotto il termine impugnazione semestrale (L. 69/2009). La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la data rilevante è quella di instaurazione del giudizio di merito, non quella del precedente procedimento istruttorio preventivo.
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Liquidazione compensi avvocato: l’ATP non è fase a sé
Un avvocato, in regime di patrocinio a spese dello Stato, ha richiesto la liquidazione separata dei compensi per la fase di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) e per il successivo giudizio di merito. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'ATP non costituisce una fase autonoma ai fini della liquidazione compensi avvocato, ma la relativa attività deve essere considerata nella determinazione del compenso complessivo. Ha tuttavia accolto il motivo relativo all'errata compensazione delle spese nel giudizio di opposizione.
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Vendita immobile difettoso: quando scatta la risoluzione
La Corte d'Appello di Cagliari ha confermato la risoluzione di un contratto di compravendita per una vendita di immobile difettoso. Gli acquirenti avevano riscontrato gravi vizi, come infiltrazioni e muffa, che rendevano l'appartamento di nuova costruzione inabitabile. La Corte ha stabilito che tali difetti, compromettendo la funzione abitativa del bene, giustificano la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1490 c.c., senza la necessità di configurare un'ipotesi di 'aliud pro alio'. L'appello della società costruttrice è stato respinto, con condanna alla restituzione delle somme e al pagamento delle spese.
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Infiltrazioni da terrazzo: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1421/2024, ha stabilito che per i danni da infiltrazioni da terrazzo di proprietà esclusiva, la responsabilità ricade unicamente sul proprietario e non sul condominio. Il caso riguardava infiltrazioni provenienti da un giardino e terrazzo privato che avevano danneggiato il box sottostante. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario del terrazzo, confermando che la responsabilità per i danni da cose in custodia (art. 2051 c.c.) non si estende al condominio se la fonte del danno non è una parte comune.
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Compenso CTU ATP: chi paga senza causa di merito?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34540/2024, ha stabilito che in un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) non seguito da un giudizio di merito, il compenso del Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) è a carico esclusivo della parte che ha richiesto l'accertamento. Viene esclusa la responsabilità solidale della controparte, poiché la procedura ha natura meramente strumentale all'interesse di chi la promuove e non si configura come un giudizio nel quale si applica il principio di soccombenza per le spese.
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Regolamento di competenza: inammissibile in ATP
Una società ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale in un procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) avviato da un professionista per vizi su un furgone camperizzato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per regolamento di competenza inammissibile, stabilendo che tale strumento non è utilizzabile contro i provvedimenti non definitivi emessi nei procedimenti di istruzione preventiva.
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Consulenza tecnica collegiale: obbligo post Gelli-Bianco
La Corte di Cassazione stabilisce che l'obbligo di una consulenza tecnica collegiale, introdotto dalla legge Gelli-Bianco, si applica a tutti i giudizi di merito sulla responsabilità sanitaria iniziati dopo la sua entrata in vigore. Questo vale anche se una consulenza tecnica preventiva (ATP) con un singolo perito era stata completata prima. La mancata nomina di un collegio di esperti costituisce una violazione di una norma processuale inderogabile, che causa la nullità della sentenza basata su tale consulenza.
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Distanza legale piscina: la Cassazione chiarisce
Una recente ordinanza della Cassazione affronta due temi cruciali: la qualificazione delle spese per l'Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) e la disciplina della distanza legale piscina dal confine di proprietà. La Corte ha stabilito che i costi dell'ATP sono spese giudiziali da liquidare nel giudizio di merito, e non un danno risarcibile autonomamente. Inoltre, ha ribadito che per le piscine, a differenza di cisterne e pozzi, non opera una presunzione assoluta di pericolosità; spetta a chi lamenta la violazione della distanza dimostrare il pericolo concreto derivante dall'opera.
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Riduzione del prezzo: l’appello e il giudicato interno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa di arredamenti contro la decisione della Corte d'Appello che aveva concesso a una cliente una significativa riduzione del prezzo per vizi e difetti nella fornitura di arredi per un salone. La Suprema Corte ha chiarito importanti principi procedurali, specificando che l'accoglimento nel merito di un appello implica il rigetto implicito dell'eccezione di inammissibilità e che l'impugnazione riapre la cognizione sull'intera questione controversa, impedendo la formazione di un giudicato interno su singole argomentazioni.
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Garanzia vizi costruzione: quando inizia a decorrere?
Un gruppo di acquirenti lamenta gravi infiltrazioni in un immobile. La Cassazione, riformando la decisione d'appello, chiarisce che per la garanzia vizi costruzione i termini non decorrono dalla mera edificazione ma dal completamento dell'opera, e la scoperta dei vizi coincide con la piena consapevolezza tecnica della loro causa e gravità. Questo caso sottolinea l'importanza del momento di 'compimento dell'opera' e della 'scoperta' ai fini della prescrizione.
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Regolamento competenza: no ricorso contro l’ATP
Un proprietario di un immobile contesta, tramite regolamento di competenza, un'ordinanza che rigettava la sua eccezione di litispendenza in un procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP) per danni da infiltrazioni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che i provvedimenti di istruzione preventiva come l'ATP non sono impugnabili in Cassazione data la loro natura provvisoria e strumentale. Inoltre, la Corte sottolinea che non può esserci litispendenza tra un procedimento sommario e uno di merito.
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Risarcimento danni immobile: include la svalutazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni immobile per gravi vizi costruttivi, se formulata in modo generico come 'risarcimento di tutti i danni', comprende anche il deprezzamento commerciale del bene. La Corte ha chiarito che un 'rimedio tampone' non è sufficiente a coprire l'intera area del danno, che include anche la perdita di valore dell'immobile. Di conseguenza, il giudice di merito deve quantificare tale svalutazione, anche avvalendosi di un consulente tecnico d'ufficio, senza poter considerare la richiesta di deprezzamento come una domanda nuova inammissibile in appello.
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Compenso avvocato: liquidazione e patrocinio a Stato
Un avvocato contesta la liquidazione del proprio compenso in un caso di patrocinio a spese dello Stato, ritenendola troppo bassa. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo i criteri per la determinazione dello scaglione di valore nelle cause di valore indeterminabile ma di bassa complessità. La Corte stabilisce che il compenso avvocato con patrocinio a spese dello Stato può essere inferiore alla media tariffaria, purché superiore ai minimi, bilanciando così decoro professionale e contenimento della spesa pubblica.
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Appalto integrato: chi cerca le cave? La Cassazione
La Cassazione conferma la risoluzione di un contratto per colpa della Stazione Appaltante in un appalto integrato. La causa è la mancata individuazione di cave idonee, un obbligo che non ricade sull'appaltatore neanche se redige il progetto esecutivo. L'Ente Pubblico è inadempiente anche per non aver collaborato a trovare una soluzione, violando il dovere di buona fede. Rigettate le richieste di risarcimento dell'impresa per danno curriculare e di immagine per mancanza di prove.
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Competenza tribunale acque pubbliche: il caso idrico
Un'azienda agricola ha citato in giudizio un consorzio di bonifica per danni alle coltivazioni dovuti a interruzioni nell'erogazione dell'acqua. La Corte di Cassazione, applicando un nuovo principio stabilito dalle Sezioni Unite, ha confermato la competenza del tribunale delle acque pubbliche per tutte le controversie relative a danni causati dalla gestione di opere idrauliche. Questa decisione chiarisce che la giurisdizione spetta al giudice specializzato, indipendentemente dal fatto che la condotta contestata sia una semplice omissione o una scelta amministrativa complessa.
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