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Accertamento Induttivo — Anno 2025

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227 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Accertamento Induttivo

Provvedimenti

Reddito d’impresa agricolo: quando scatta l’induttivo
La Corte di Cassazione chiarisce che l'attività di allevamento che supera i limiti per essere considerata agraria genera reddito d'impresa agricolo. La mancata dichiarazione di questa parte di reddito giustifica l'applicazione dell'accertamento induttivo da parte dell'Agenzia delle Entrate, anche nei confronti di un imprenditore agricolo. La sentenza di merito che aveva annullato l'avviso è stata cassata con rinvio.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di un'impresa di commercio di preziosi. La decisione si fonda sulla mancata esibizione del prospetto analitico delle rimanenze di magazzino durante la verifica fiscale, un'omissione considerata grave e tale da rendere inattendibile la contabilità, giustificando così la ricostruzione presuntiva del reddito da parte dell'amministrazione finanziaria. La Corte ha chiarito che tale obbligo sussiste anche per i contribuenti in regime di contabilità semplificata.
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Accertamento induttivo: la prova spetta al socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento. Il caso riguarda un accertamento induttivo basato su prelevamenti dai conti correnti dei soci, ritenuti dall'Agenzia delle Entrate ricavi non dichiarati. La Corte ha stabilito che, in presenza di una ristretta base sociale, le movimentazioni sui conti dei soci si presumono riferibili alla società, invertendo l'onere della prova. Spetta quindi alla società contribuente, e non al Fisco, dimostrare analiticamente la natura di tali operazioni. La Cassazione ha inoltre censurato la motivazione 'apparente' della sentenza impugnata riguardo la deducibilità di polizze assicurative.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22274/2025, affronta il tema della responsabilità soci società estinta per debiti fiscali. Il caso riguarda un avviso di accertamento notificato a una ex socia di maggioranza di una S.r.l. cancellata. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che la responsabilità del socio, pur derivando da quella della società, necessita di un atto impositivo distinto e successivo. Inoltre, ha chiarito che in caso di accertamento induttivo con maggiori ricavi, devono essere riconosciuti i costi correlati in via forfettaria. Infine, ha ribadito la fondatezza del motivo sull'omessa pronuncia in merito alle sanzioni.
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Accertamento induttivo: quando i costi sono deducibili?
In un caso di accertamento induttivo puro, la Corte di Cassazione ha stabilito che i costi non documentati non possono essere dedotti analiticamente. L'Amministrazione Finanziaria deve però riconoscere una deduzione in misura percentuale forfettaria. La Corte ha inoltre chiarito che la deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette non implica automaticamente la detraibilità dell'IVA, che segue regole autonome in caso di omessa dichiarazione.
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Accertamento induttivo: conti soci e onere prova
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di una società operante nel settore artistico. La decisione si basa sulla prolungata antieconomicità della gestione e sulle movimentazioni bancarie non giustificate sui conti personali dei soci. La Corte ha ribadito che, in tali circostanze, spetta al contribuente l'onere di provare l'estraneità di tali operazioni all'attività d'impresa e che la motivazione della sentenza di merito era sufficiente, anche senza confutare analiticamente ogni singola argomentazione difensiva.
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Accertamento induttivo: la Cassazione chiarisce
Una società contesta un accertamento induttivo basato su una notifica irregolare di un questionario. I giudici di merito accolgono la tesi del contribuente. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione, chiarendo che l'accertamento induttivo era fondato non solo sulla mancata risposta, ma anche su gravi e palesi incongruenze tra i dati della dichiarazione IVA e quelli comunicati con lo Spesometro, elementi che i giudici precedenti avevano erroneamente ignorato.
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