LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accertamento D'Ufficio

Pagina 2 di 2

27 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accertamento bancario soci: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento bancario sui soci di una società che aveva omesso la dichiarazione dei redditi. Secondo l'ordinanza, i movimenti sui conti personali dei soci possono essere presunti come ricavi dell'impresa se l'amministrazione finanziaria ne dimostra la riferibilità all'attività sociale. In tal caso, spetta alla società fornire la prova contraria per ogni singola operazione, invertendo così l'onere probatorio.
Continua »
Accertamento d’ufficio: costi e IRAP per l’agente
La Corte di Cassazione, con ordinanza 14064/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di accertamento d'ufficio. Quando un agente omette la dichiarazione, l'Amministrazione Finanziaria deve comunque determinare e dedurre i costi d'impresa, anche in via induttiva. Inoltre, ha ribadito che un agente inserito in una rete commerciale altrui non possiede l'autonoma organizzazione necessaria per essere soggetto a IRAP. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione dei giudici di merito su questi specifici punti.
Continua »
Accertamento d’ufficio: obbligo di dedurre i costi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25702/2025, chiarisce che in caso di accertamento d'ufficio per omessa dichiarazione, l'Amministrazione Finanziaria ha l'obbligo di determinare, anche in via induttiva, i costi inerenti ai maggiori ricavi accertati. Omettere tale calcolo viola il principio costituzionale di capacità contributiva. La Corte ha quindi accolto il ricorso del contribuente su questo punto, cassando con rinvio la sentenza di merito che negava il riconoscimento dei costi in assenza di prove documentali.
Continua »
Accertamento d’ufficio: i poteri del Fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un accertamento d'ufficio per omessa dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Amministrazione finanziaria, che in questi casi può avvalersi di poteri ampi, inclusa l'applicazione di presunzioni "super-semplici" per ricostruire il reddito. La decisione sottolinea che, sebbene il Fisco debba comunque tenere conto dei costi per rispettare la capacità contributiva, l'onere di fornire una prova contraria rigorosa spetta interamente al contribuente. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche per vizi procedurali, avendo mescolato diverse tipologie di censure.
Continua »
Accertamento presuntivo TARI per mancata visita
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'amministrazione comunale può legittimamente procedere a un accertamento presuntivo TARI basato su presunzioni semplici, come rilievi aerofotogrammetrici, qualora il contribuente ostacoli o neghi l'accesso ai locali per le verifiche fiscali. Il caso riguardava una società balneare che contestava un avviso di accertamento per gli anni 2017 e 2018. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, confermando che la mancata collaborazione del contribuente giustifica il ricorso a metodi di accertamento induttivo da parte dell'ente impositore, senza la necessità di un preventivo invito formale a esibire documenti.
Continua »
Accertamento TARI: legittimo su dati catastali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento TARI. Il Comune aveva legittimamente basato l'avviso sui dati catastali a causa della mancata presentazione della dichiarazione da parte del cittadino. La Corte ha chiarito che l'attività istruttoria preliminare è una facoltà e non un obbligo per l'ente, e che spetta al contribuente l'onere di provare eventuali errori nei dati utilizzati o le condizioni per ottenere riduzioni, cosa non avvenuta nel caso di specie.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF nei confronti del socio unico di una S.r.l. L'accertamento si basava sulla presunzione di distribuzione utili non dichiarati dalla società, la quale aveva omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito che tale presunzione è valida e che, in questo caso specifico, non era necessario un contraddittorio preventivo tra Fisco e contribuente prima dell'emissione dell'atto.
Continua »