La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'accertamento catastale in categoria A/1 del proprio appartamento. La contribuente sosteneva che una precedente sentenza definitiva, favorevole alla vecchia proprietaria, avesse già stabilito la categoria A/2. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il precedente giudicato si riferiva alla situazione dell'immobile nel 2014. I successivi lavori di ristrutturazione edilizia eseguiti nel 2016, con una nuova distribuzione degli spazi interni e la presentazione di una nuova dichiarazione Docfa, hanno modificato lo stato di fatto. Di conseguenza, le modifiche sopravvenute superano gli effetti della precedente sentenza, rendendo legittimo il nuovo accertamento catastale operato dall'Amministrazione Finanziaria. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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