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IVA all’importazione: dogana perde contro lo spedizioniere

L’Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di rettifica per il pagamento dell’IVA all’importazione nei confronti di una società di pratiche doganali, che aveva operato come rappresentante indiretto di un importatore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, confermando che il rappresentante doganale indiretto non è responsabile in solido con l’importatore per l’IVA all’importazione. La Corte ha chiarito che l’IVA all’importazione non rientra tra i dazi doganali e che, in assenza di una norma nazionale esplicita e inequivocabile, non si può estendere la responsabilità solidale a chi presenta la dichiarazione doganale per conto terzi. Vince quindi la società di spedizioni doganali, che non deve pagare l’imposta.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 24343 Anno 2023
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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Il caso del rappresentante doganale e l’IVA all’importazione

Una società di spedizioni doganali ha ricevuto un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Dogane. L’ufficio richiedeva il pagamento dell’IVA all’importazione per alcune merci introdotte in Italia per conto di un’azienda cliente. La società di spedizioni ha agito come rappresentante indiretto, cioè ha presentato la dichiarazione doganale a proprio nome ma per conto del reale importatore. L’amministrazione finanziaria riteneva che il rappresentante doganale fosse responsabile in solido con l’importatore per tutte le somme dovute in dogana, compresa l’imposta sul valore aggiunto. La società ha contestato questa richiesta, sostenendo di non dover pagare l’imposta.

Chi deve pagare l’IVA all’importazione in dogana

La distinzione tra dazi doganali e IVA all’importazione è fondamentale per comprendere la decisione dei giudici. I dazi doganali sono tributi europei che colpiscono l’ingresso delle merci nel territorio dell’Unione. L’IVA all’importazione, invece, è un’imposta interna che si applica per equiparare il trattamento fiscale dei prodotti esteri a quelli nazionali. La legge europea stabilisce che il dichiarante risponde dei dazi doganali. Tuttavia, questa regola non si applica automaticamente all’imposta sul valore aggiunto. Per estendere la responsabilità del pagamento dell’imposta al rappresentante indiretto serve una legge nazionale chiara.

La mancanza di una norma nazionale specifica

Lo Stato italiano non ha approvato una norma che prevede in modo espresso la responsabilità del rappresentante doganale per l’imposta sul valore aggiunto. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che gli Stati membri possono prevedere questa responsabilità solidale, ma devono farlo in modo esplicito e inequivocabile. In Italia manca una disposizione di questo tipo. Di conseguenza, l’amministrazione finanziaria non può pretendere il pagamento dal professionista che ha curato solo le pratiche doganali. La responsabilità per l’imposta ricade esclusivamente sull’importatore effettivo delle merci.

Le motivazioni sulla responsabilità per l’IVA all’importazione

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane basandosi su principi consolidati a livello europeo. La sentenza spiega che l’IVA all’importazione non fa parte dei diritti di confine. La responsabilità del rappresentante doganale indiretto si limita esclusivamente all’obbligazione doganale in senso stretto, ovvero ai dazi. Per applicare la solidarietà tributaria anche all’imposta sul valore aggiunto è necessaria una disposizione di legge nazionale chiara e precisa. Poiché l’ordinamento italiano non contiene una norma simile, non si può presumere la responsabilità del dichiarante. L’interpretazione sistematica proposta dal fisco contrasta con il principio di certezza del diritto.

Le conclusioni della Cassazione sull’IVA all’importazione

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell’Agenzia delle Dogane. Questa decisione conferma che il rappresentante doganale indiretto non deve pagare l’IVA all’importazione al posto del cliente importatore. Il professionista delle spedizioni doganali vince la causa e non subisce alcuna condanna al pagamento delle imposte contestate o delle sanzioni collegate. Questa pronuncia offre una tutela fondamentale per gli operatori del settore doganale, i quali non rischiano di rispondere con il proprio patrimonio per le imposte non versate dai loro clienti importatori.

Il rappresentante doganale indiretto risponde dell’IVA all’importazione?
No, il rappresentante doganale indiretto non è responsabile in solido con l’importatore per il pagamento dell’IVA all’importazione, a meno che non esista una norma nazionale esplicita.

Qual è la differenza tra dazi doganali e IVA all’importazione per lo spedizioniere?
Lo spedizioniere risponde in solido per i dazi doganali in quanto dichiarante, ma non risponde per l’IVA all’importazione poiché questa non rientra tra i diritti di confine.

Perché in Italia lo spedizioniere non paga l’IVA all’importazione del cliente?
In Italia manca una legge nazionale chiara e inequivocabile che stabilisca la responsabilità solidale dello spedizioniere per l’imposta sul valore aggiunto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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