\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

ICI su Immobili Abusivi: si paga anche se da demolire

Un contribuente ha contestato il pagamento dell’ICI su alcuni edifici abusivi, costruiti su terreno di proprietà del Comune. Sosteneva che, essendo destinati alla demolizione dopo il rigetto del condono, il loro valore era nullo e l’imposta non dovuta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: l’ICI su immobili abusivi si calcola sempre sulla base della rendita catastale risultante in Catasto all’inizio dell’anno fiscale. L’abusività dell’immobile o la sua futura demolizione sono irrilevanti ai fini fiscali. Il soggetto tenuto al pagamento è il proprietario del fabbricato (superficiario), non il proprietario del terreno. Vince quindi il Comune.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 14901 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 15 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Immobili abusivi e tasse: chi paga il conto?

La questione del pagamento dell’ICI su immobili abusivi è un tema complesso che spesso genera confusione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti decisivi, stabilendo che le tasse sulla casa si pagano anche se l’edificio è stato costruito senza permessi e persino se è destinato alla demolizione. Questa decisione rafforza un principio fondamentale del diritto tributario: la tassazione si basa su dati oggettivi e formali, come l’iscrizione al Catasto, piuttosto che sulla condizione di legalità dell’immobile.

La vicenda: costruzione abusiva su suolo pubblico

Il caso esaminato dalla Corte ha origine dalla pretesa fiscale di un Comune nei confronti di un cittadino. Quest’ultimo aveva costruito alcuni edifici su un terreno di proprietà dello stesso Comune, senza le necessarie autorizzazioni. Successivamente, aveva presentato una domanda di condono, che però era stata respinta. Di conseguenza, il Comune gli ha inviato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) relativa a quegli edifici. Il contribuente ha impugnato l’atto, sostenendo una tesi apparentemente logica: se gli immobili sono abusivi e devono essere demoliti, il loro valore reale è pari a zero. Pertanto, nessuna imposta dovrebbe essere dovuta.

Il calcolo dell’ICI su immobili abusivi: cosa dice la legge

La difesa del contribuente si basava sull’idea che il valore effettivo e di mercato dovesse prevalere sui dati formali del Catasto. Tuttavia, la legge che disciplinava l’ICI (oggi IMU) è molto chiara. La base imponibile, ovvero il valore su cui si calcola l’imposta, è determinata partendo dalla rendita catastale. La rendita catastale è un valore fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate a ogni immobile al momento del suo censimento. Questo valore rimane valido fino a quando non viene formalmente modificato. La legge non fa alcuna distinzione tra immobili legittimi e abusivi. Se un fabbricato è iscritto in Catasto, possiede una rendita e, di conseguenza, è soggetto a tassazione.

Chi è il soggetto obbligato al pagamento?

Un altro punto interessante della vicenda riguarda l’individuazione del soggetto tenuto a pagare. Gli immobili erano stati costruiti su un terreno di proprietà comunale. Il contribuente era quindi proprietario dei soli fabbricati, in qualità di ‘proprietario superficiario’. La Corte ha confermato che, ai fini ICI, il soggetto passivo d’imposta è proprio il titolare del diritto di superficie sul fabbricato. Il proprietario del suolo, in questo caso il Comune, è escluso dal pagamento dell’imposta relativa alla costruzione che vi sorge sopra. Questo perché il terreno, una volta edificato, perde la sua autonoma qualifica di area edificabile ai fini fiscali.

Le motivazioni: perché l’ICI su immobili abusivi si calcola sulla rendita catastale

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente con motivazioni nette. I giudici hanno spiegato che il sistema di tassazione immobiliare si fonda su un dato oggettivo e non contestabile: la rendita iscritta in Catasto al 1° gennaio dell’anno di imposta. Qualsiasi considerazione sul valore di mercato, sullo stato di conservazione o sulla condizione di abusività dell’immobile è irrilevante per determinare la base imponibile. L’eventuale perdita di valore dovuta al rigetto del condono e alla futura demolizione non incide sul calcolo del tributo. L’unico modo per ottenere una riduzione dell’imposta è avviare un procedimento di variazione catastale per modificare la rendita, ma fino a quel momento vale il dato ufficiale.

Le conclusioni: la decisione della Cassazione

In conclusione, la Corte ha stabilito che il contribuente deve pagare l’ICI richiesta dal Comune. La sentenza afferma che l’obbligazione tributaria sorge dal semplice fatto che l’immobile esista e sia iscritto in Catasto con una determinata rendita. L’abusività edilizia è una questione che riguarda il piano urbanistico e sanzionatorio, ma non quello fiscale. Pertanto, il proprietario di un immobile abusivo è tenuto a versare le imposte come qualsiasi altro proprietario, basandosi sulla rendita catastale attribuita. La decisione finale ha visto il Comune vincitore, con la condanna del contribuente al pagamento dell’imposta e delle spese legali.

Devo pagare l’IMU (ex ICI) su un immobile abusivo?
Sì. Finché l’immobile è iscritto al Catasto con una rendita attribuita, l’imposta è dovuta. La sua condizione di abusività non rileva ai fini fiscali.

Chi paga le tasse se l’immobile è costruito su un terreno di proprietà altrui?
L’imposta è a carico del proprietario della costruzione (il cosiddetto proprietario superficiario), non del proprietario del terreno.

Se il mio immobile perde valore perché deve essere demolito, posso pagare meno tasse?
Non automaticamente. L’imposta si basa sulla rendita catastale ufficiale. Per pagare meno, è necessario presentare un’istanza di variazione catastale per far registrare una rendita più bassa o l’azzeramento della stessa.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati