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Truffa da 4000€: non è danno di speciale tenuità, condanna salva

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa di un uomo che aveva ottenuto un profitto di oltre 4000 euro ai danni di una persona disoccupata. L’imputato aveva chiesto una riduzione della pena, sostenendo che si trattasse di un danno di speciale tenuità. I giudici hanno respinto la richiesta, ritenendo l’importo troppo elevato per essere considerato ‘tenue’, soprattutto in relazione alle difficili condizioni economiche della vittima. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo la condanna definitiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 11819 Anno 2023
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Pubblicato il 30 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Truffa e danno di speciale tenuità: quando il danno non è ‘piccolo’

Ottenere uno sconto di pena per un reato contro il patrimonio è possibile solo se il danno economico causato è minimo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che la valutazione del cosiddetto danno di speciale tenuità non dipende solo dal valore numerico, ma anche dal contesto e dalle condizioni della vittima. In questo caso, un profitto di oltre 4000 euro, ottenuto tramite una truffa ai danni di una persona in cerca di lavoro, è stato considerato tutt’altro che lieve, portando alla conferma della condanna.

La vicenda: una promessa finita in truffa

I fatti alla base della decisione sono semplici ma significativi. Un uomo viene condannato per truffa. La sua colpa è aver ingannato una persona, ottenendo un ingiusto profitto che supera i 4000 euro. Un dettaglio rende la vicenda ancora più grave: la vittima, al momento dei fatti, era disoccupata e quindi in una condizione di particolare vulnerabilità economica. L’imputato, dopo la condanna nei primi gradi di giudizio, decide di rivolgersi alla Corte di Cassazione. La sua linea difensiva si concentra su un punto specifico: il riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità.

L’argomento della difesa: il danno era di lieve entità?

L’imputato sosteneva che il danno patrimoniale causato non fosse così grave da meritare la pena inflitta. Chiedeva, in sostanza, che i giudici applicassero l’articolo 62, numero 4, del Codice Penale. Questa norma prevede una diminuzione della pena se il danno economico è di ‘speciale tenuità’. Secondo la difesa, l’importo in questione rientrava in questa categoria. L’obiettivo era chiaro: ottenere una sanzione più mite sfruttando questa specifica attenuante. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha seguito un ragionamento completamente diverso, basato su una valutazione più ampia e concreta della situazione.

Il criterio per valutare il danno di speciale tenuità

La legge non stabilisce una soglia fissa in euro per definire quando un danno è ‘tenue’. La valutazione è lasciata al giudice, che deve considerare due elementi principali. Il primo è il lucro conseguito dal colpevole o il danno subito dalla vittima, guardando al loro valore oggettivo. Il secondo, altrettanto importante, è l’effetto del danno sul patrimonio della persona offesa. Un danno di 1000 euro, ad esempio, ha un impatto molto diverso su una persona con un reddito alto rispetto a una persona disoccupata. È proprio questo secondo aspetto che si è rivelato decisivo nel caso in esame.

Le motivazioni: perché 4000 euro non sono un danno di speciale tenuità

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’imputato inammissibile, confermando la decisione dei giudici precedenti. La motivazione è netta. Un profitto di oltre 4000 euro non può essere considerato di ‘speciale tenuità’ in termini assoluti. Si tratta di una somma ‘ingente’. Inoltre, i giudici hanno dato grande peso alla condizione economica della vittima. Sottrarre una cifra del genere a una persona ‘alla ricerca di un’occupazione’ aggrava la portata del danno. La Corte ha stabilito che il concetto di danno di speciale tenuità deve essere interpretato in modo rigoroso, considerando non solo l’importo, ma anche le conseguenze concrete per chi subisce il reato.

Le conclusioni: la condanna per truffa è definitiva

L’esito finale è la condanna definitiva dell’imputato. Il suo tentativo di ottenere uno sconto di pena è fallito. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: la giustizia deve tenere conto della realtà. La valutazione di un danno non è un mero esercizio contabile, ma un’analisi che include la fragilità e le condizioni di vita delle vittime. L’imputato non solo dovrà scontare la sua pena, ma è stato anche condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Cosa significa ‘danno di speciale tenuità’ in un reato?
È una circostanza attenuante prevista dal codice penale che consente una riduzione della pena quando il danno economico causato alla vittima è considerato molto lieve dal giudice.

Esiste un importo fisso per definire un danno ‘di speciale tenuità’?
No, la legge non stabilisce una soglia precisa. La valutazione è fatta dal giudice caso per caso, considerando non solo il valore assoluto del danno ma anche l’impatto che ha avuto sul patrimonio della vittima.

La condizione economica della vittima conta nel valutare l’entità del danno?
Sì, è un fattore molto importante. Come dimostra questa sentenza, un danno economico può essere considerato più grave se la vittima si trova in una condizione di difficoltà economica, come la disoccupazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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