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Testimone irreperibile all’estero: Cassazione annulla condanna

La Corte d’Appello condannava l’imputato per rapina aggravata basandosi sulle dichiarazioni rese alla polizia da una persona senza fissa dimora. La testimone era poi tornata nel proprio paese d’origine. I giudici di merito acquisivano i verbali d’indagine dichiarando l’impossibilità di ascoltarla in aula. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’imputato: non basta considerare la persona come testimone irreperibile all’estero per usare i vecchi verbali senza aver prima svolto le doverose ricerche all’estero tramite la cooperazione internazionale di polizia, disponendo degli estremi del suo documento. La Suprema Corte annulla la sentenza di condanna disponendo un nuovo processo.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 44879 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il valore delle prove e il testimone irreperibile all’estero

Il processo penale garantisce il diritto fondamentale dell’imputato a confrontarsi direttamente con chi lo accusa. I verbali raccolti dalla polizia durante le indagini preliminari non possono entrare automaticamente nel dibattimento. La legge consente l’acquisizione di questi atti soltanto in casi eccezionali, come la sopravvenuta e imprevedibile impossibilità di ripetere l’esame del dichiarante. Se l’accusa intende qualificare una persona come testimone irreperibile all’estero per utilizzarne le precedenti dichiarazioni scritte, gli inquirenti devono svolgere ricerche complete e rigorose. La Cassazione interviene per chiarire i limiti rigorosi di questa procedura.

La vicenda e la condanna per rapina aggravata

I giudici di merito condannavano l’imputato per una rapina ai danni di una farmacia. La prova principale consisteva nel riconoscimento fotografico e nelle dichiarazioni di una testimone oculare. La teste, priva di residenza stabile e solita chiedere l’elemosina nei pressi dell’esercizio commerciale, aveva descritto l’autore del fatto alle forze dell’ordine durante le indagini. Al momento del processo, la persona risultava irreperibile in Italia per via del rientro nel proprio Stato di nascita. Il tribunale disponeva la lettura delle dichiarazioni raccolte in precedenza, ritenendo esaustive le ricerche svolte sul territorio nazionale e confermando la condanna.

L’obbligo di ricerche internazionali per il testimone irreperibile all’estero

La difesa dell’imputato contestava la decisione per violazione del diritto di difesa e mancata attivazione dei canali esteri di rintraccio. La testimone aveva mostrato agli inquirenti una regolare carta d’identità rilasciata dalle autorità romene. Gli organi investigativi conoscevano quindi i dati anagrafici e il luogo di residenza della donna. La polizia giudiziaria ometteva qualsiasi accertamento nello Stato estero di appartenenza. La cooperazione internazionale tra forze di polizia consente scambi informativi rapidi per rintracciare i testimoni residenti all’interno dell’Unione Europea.

Le motivazioni sulla nozione di testimone irreperibile all’estero

I giudici della Suprema Corte accolgono le censure della difesa e censurano l’operato della Corte d’Appello. L’irreperibilità giustifica il sacrificio del contraddittorio soltanto quando la presenza del teste resta impossibile dopo l’esperimento di tutti gli adempimenti imposti dalla legge. Gli inquirenti non possono arrestare le indagini ai soli luoghi frequentati in Italia se sanno che la persona è rientrata nel Paese d’origine. La disponibilità degli estremi del documento d’identità imponeva di attivare le ricerche all’estero tramite i consolidati protocolli di collaborazione. Senza queste verifiche internazionali, l’irreperibilità non può considerarsi effettiva e le dichiarazioni predibattimentali restano inutilizzabili.

Le conclusioni: annullamento della sentenza e nuovo giudizio

La Corte di Cassazione annulla la condanna dell’imputato e rinvia il fascicolo a una diversa sezione della Corte d’Appello di Milano. Il nuovo collegio giudicante dovrà rivalutare l’intero quadro probatorio escludendo l’acquisizione automatica dei verbali d’indagine. L’accusa dovrà verificare la reperibilità della testimone nei canali esteri prima di poter invocare l’impossibilità oggettiva dell’esame dibattimentale. La decisione ribadisce che la tutela del giusto processo prevale sulle semplificazioni probatorie quando mancano indagini accurate.

Quando si possono leggere in aula le dichiarazioni rese alla polizia durante le indagini?
Le dichiarazioni possono essere lette e utilizzate solo se l’esame del teste in aula è divenuto oggettivamente impossibile per fatti imprevedibili al momento delle indagini.

Cosa deve fare la polizia prima di dichiarare irreperibile un testimone straniero?
La polizia giudiziaria deve svolgere ricerche complete anche nello Stato d’origine tramite i canali di cooperazione internazionale, se possiede i dati del documento d’identità.

Quale conseguenza produce l’inutilizzabilità delle dichiarazioni del teste non rintracciato?
Il giudice non può fondare la sentenza di colpevolezza su quei verbali e deve riesaminare il caso basandosi esclusivamente sulle altre prove legittime.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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