\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Testimonianza de relato: valida anche se il testimone scompare

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina a carico de L’Imputato, dichiarando inammissibile il suo ricorso. La difesa contestava l’utilizzo delle dichiarazioni di due vittime irreperibili e della testimonianza de relato di un terzo soggetto, escusso in incidente probatorio. I giudici hanno stabilito che la testimonianza de relato è pienamente utilizzabile se la difesa, durante l’incidente probatorio, non ha richiesto l’esame dei testimoni diretti, rinunciando implicitamente a tale diritto. Di conseguenza, l’irreperibilità dei testimoni primari non rende inutilizzabili le dichiarazioni indirette raccolte legittimamente. L’Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 26722 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso della rapina e la testimonianza de relato

L’Imputato ha subito una condanna severa per il reato di rapina e lesioni personali ai danni di tre persone. Durante la fase delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero ha chiesto un incidente probatorio (udienza anticipata per raccogliere le prove) per ascoltare le vittime. Due di queste vittime, cittadini stranieri senza fissa dimora, sono diventate subito irreperibili. Il terzo soggetto, invece, ha partecipato regolarmente all’udienza e ha ricostruito i fatti in modo dettagliato. Questo testimone ha riferito sia quello che ha visto direttamente, sia quello che le altre due vittime gli hanno raccontato subito dopo l’aggressione. Questa ricostruzione configura una classica testimonianza de relato (dichiarazione di chi riferisce fatti appresi da altri). La difesa ha impugnato la condanna, sostenendo che i giudici non potessero usare queste dichiarazioni indirette per fondare la colpevolezza dell’assistito. Secondo la tesi difensiva, l’assenza dei testimoni diretti violava le regole del giusto processo.

Il nodo dei testimoni irreperibili

La difesa ha basato il ricorso per cassazione su un argomento molto preciso e tecnico. Secondo i legali dell’Imputato, lo stato di irregolarità sul territorio nazionale e la mancanza di una dimora fissa rendevano ampiamente prevedibile l’irreperibilità dei due testimoni diretti. Di conseguenza, la polizia giudiziaria non avrebbe dovuto utilizzare le loro prime dichiarazioni scritte raccolte durante la denuncia. Inoltre, la difesa riteneva del tutto inutilizzabile anche il racconto del terzo testimone. Quest’ultimo non aveva assistito all’intera scena della rapina, ma aveva appreso i dettagli più gravi dalle altre due vittime ormai introvabili. La tesi difensiva sosteneva che la testimonianza indiretta non potesse in alcun modo sostituire la prova principale. Questo meccanismo avrebbe violato il diritto dell’Imputato a confrontarsi direttamente con i suoi accusatori in un pubblico dibattimento.

Le motivazioni: l’utilizzabilità della testimonianza de relato

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto la tesi della difesa con argomenti giuridici molto chiari e lineari. La Suprema Corte ha chiarito che la testimonianza de relato è pienamente utilizzabile quando la difesa non esercita i propri poteri processuali nei tempi previsti. Durante l’incidente probatorio, l’avvocato dell’Imputato aveva la facoltà di chiedere l’audizione dei testimoni diretti di riferimento. La difesa non ha formulato questa richiesta in quella sede specifica. Questo comportamento equivale a una rinuncia implicita al diritto di esaminare i testimoni primari. Non rileva il fatto che i testimoni diretti fossero già concretamente irreperibili in quel momento storico. La mancata richiesta di escussione da parte della difesa sana qualsiasi potenziale vizio processuale. Questo comportamento rende il racconto del testimone indiretto una prova valida a tutti gli effetti di legge. I giudici di merito hanno quindi agito correttamente, valutando queste dichiarazioni insieme agli altri elementi di prova raccolti nel fascicolo.

Le conclusions: la decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’Imputato. Questa decisione conferma in via definitiva la condanna inflitta nei gradi precedenti di giudizio. L’Imputato perde definitivamente la causa e deve subire tutte le conseguenze legali della sua condotta criminosa. Oltre alla pena principale stabilita per la rapina, i giudici hanno condannato l’Imputato al pagamento delle spese del procedimento penale. Egli deve anche versare una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato. La sentenza ribadisce un principio fondamentale per il corretto svolgimento del processo penale. La parte che sceglie di non sfruttare le facoltà previste dalla legge durante le fasi precedenti non può lamentare in seguito la violazione del diritto al contraddittorio. La decisione della Cassazione chiude definitivamente la vicenda giudiziaria.

Quando è utilizzabile la testimonianza de relato nel processo penale?
Questo tipo di testimonianza è pienamente utilizzabile se la difesa non ha richiesto l’esame del testimone diretto durante le fasi precedenti, rinunciando così implicitamente al diritto al confronto.

Cosa succede se i testimoni diretti diventano irreperibili?
L’irreperibilità dei testimoni diretti non rende inutilizzabile il racconto di chi ha appreso i fatti da loro, purché la difesa non abbia sollevato tempestive obiezioni o richieste di esame.

Quali sono le conseguenze se si presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati