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Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza: ricorso inammissibile

I giudici di merito hanno applicato a un soggetto la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per due anni. L’uomo ha contestato il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l’assenza di prove sulla sua pericolosità attuale e sui presunti guadagni illeciti derivanti dallo spaccio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è consentito unicamente per violazione di legge e non per contestare la logica della valutazione dei fatti. I giudici territoriali hanno motivato l’attualità del pericolo evidenziando precedenti penali, la gestione di una piazza di spaccio, l’assenza di lavoro e la violazione di precedenti misure.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 37148 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il contesto della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza rappresenta uno strumento preventivo fondamentale per contrastare soggetti considerati socialmente pericolosi. Questa misura limita la libertà personale senza richiedere una previa condanna definitiva per un singolo reato. L’ordinamento impone requisiti stringenti per la sua adozione. Il giudice deve accertare sia l’abitualità criminale sia l’attualità del pericolo.

Nel caso esaminato, il Tribunale e la Corte di Appello hanno imposto la misura a un cittadino per la durata di due anni. Il provvedimento conteneva anche l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. I giudici hanno valorizzato una pluralità di elementi fattuali. L’uomo gestiva stabilmente un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, non svolgeva alcuna attività lavorativa lecita e traeva sostentamento da condotte illecite. L’interessato ha impugnato la decisione sostenendo che i procedimenti a suo carico riguardavano fatti di lieve entità e contestando la ricostruzione dei suoi redditi.

I limiti del ricorso per cassazione in materia di prevenzione

Il ricorrente ha adito la Corte di Cassazione lamentando un vizio di motivazione del decreto. La difesa ha sostenuto che i giudici di merito non avevano dimostrato la pericolosità attuale né il legame tra i reati e il reddito personale. Ha inoltre contestato la congruità della durata biennale della misura e la necessità dell’obbligo di soggiorno.

La disciplina delle misure di prevenzione stabilisce limiti precisi per il controllo di legittimità. La legge ammette il ricorso per cassazione esclusivamente per violazione di legge. Il cittadino non può censurare la semplice illogicità della motivazione. Il controllo dei giudici supremi riguarda soltanto l’eventuale assenza radicale o la mera apparenza della motivazione. Le censure che richiedono una nuova valutazione delle prove risultano quindi inammissibili.

Le motivazioni sulla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

La Suprema Corte ha confermato la piena legittimità della decisione impugnata. I giudici territoriali hanno fornito una motivazione solida, coerente e priva di vizi logici. Il provvedimento ha delineato la personalità del ricorrente attraverso fatti storici precisi e documentati.

I magistrati hanno richiamato i precedenti penali accumulati dall’uomo a partire dal 2011 e il suo recente coinvolgimento in reati legati agli stupefacenti. L’assoluta mancanza di entrate lecite dimostrava che il soggetto finanziava il proprio tenore di vita con i guadagni del traffico di droga. La Corte ha ritenuto giustificato anche l’obbligo di soggiorno. L’interessato aveva manifestato in passato una totale inosservanza delle prescrizioni violando una precedente misura restrittiva.

Le conclusioni sul ricorso e le spese processuali

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino. La misura di prevenzione resta pienamente efficace ed esecutiva nella sua durata di due anni con obbligo di soggiorno.

La declaratoria di inammissibilità ha comportato conseguenze economiche dirette a carico del ricorrente. L’uomo deve pagare le spese del procedimento penale e versare la somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. La decisione ribadisce che la tutela della sicurezza pubblica prevale quando sussistono indici concreti e attuali di condotta criminale abituale.

Quando può essere applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza?
La misura si applica a soggetti ritenuti socialmente pericolosi che vivono abitualmente con i proventi di attività illecite o commettono reati che minacciano la sicurezza pubblica.

Quali motivi consentono di impugnare una misura di prevenzione in Cassazione?
Il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge, inclusa la totale mancanza o apparenza della motivazione, escludendo contestazioni sulla valutazione dei fatti.

Cosa rischia chi propone un ricorso per cassazione inammissibile?
La persona che propone un ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese legali processuali e a una sanzione economica a favore della cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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