Ricorso inammissibile: la Cassazione boccia l’appello “fotocopia”
Presentare un ricorso in Cassazione non è un’attività da prendere alla leggera. Con la recente Ordinanza n. 19398/2024, la Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale della procedura penale: un ricorso inammissibile è la conseguenza inevitabile quando ci si limita a riproporre le stesse doglianze già respinte in appello, senza un confronto critico e puntuale con la motivazione della sentenza impugnata. Questo caso ci offre uno spunto prezioso per comprendere la funzione e i requisiti di un’impugnazione efficace.
I Fatti di Causa
La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un imputato in primo grado. La Corte di Appello, in parziale riforma della prima sentenza, aveva riqualificato il reato ai sensi dell’art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990 (il cosiddetto “spaccio di lieve entità”) e rideterminato la pena in un anno di reclusione e 2.000 euro di multa.
Insoddisfatto della decisione, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione, basandolo su due motivi principali:
- Errata qualificazione giuridica del fatto: si sosteneva che la condotta dovesse essere inquadrata come favoreggiamento personale (art. 384 c.p.) e non come reato in materia di stupefacenti, con conseguente richiesta di assoluzione.
- Mancato riconoscimento delle attenuanti generiche: si lamentava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche previste dall’art. 62-bis del codice penale.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. La Corte non è entrata nel merito delle questioni sollevate, ma si è fermata a un livello preliminare, quello della corretta formulazione dei motivi di impugnazione.
La conseguenza di questa declaratoria è stata non solo la conferma della condanna, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Il Principio del Confronto Critico e il Ricorso Inammissibile
Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui la Corte ha respinto il ricorso. Gli Ermellini hanno osservato come i motivi proposti non fossero altro che una mera “reiterazione delle medesime considerazioni critiche” già espresse nell’atto di appello avverso la sentenza di primo grado.
La Funzione dell’Impugnazione
La Cassazione ricorda che la funzione tipica dell’impugnazione è quella di una critica argomentata avverso il provvedimento che si contesta. Questa critica, per essere ammissibile, deve contenere:
- Le specifiche ragioni di diritto.
- Gli elementi di fatto che sorreggono la richiesta.
In sostanza, l’atto di impugnazione deve instaurare un confronto puntuale e specifico con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, evidenziando gli errori logici o giuridici che, secondo la difesa, il giudice avrebbe commesso.
Perché il Ricorso è stato dichiarato Inammissibile
Nel caso di specie, il ricorrente non ha fatto questo. Si è limitato a riproporre le sue tesi (la riqualificazione in favoreggiamento e la richiesta di attenuanti) senza spiegare perché la motivazione della Corte di Appello, che aveva già respinto quelle stesse tesi, fosse sbagliata. Mancava, in altre parole, quel “confronto puntuale” che è l’essenza stessa del diritto di impugnazione. Un ricorso così formulato è considerato “aspecifico” e, di conseguenza, inammissibile ai sensi degli artt. 581 e 591 del codice di procedura penale.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
La decisione in commento è un monito importante per tutti gli operatori del diritto. Non è sufficiente avere delle buone ragioni per contestare una sentenza; è indispensabile saperle presentare nel modo corretto.
Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riproposizione dei motivi di appello. Deve essere un’analisi critica e mirata della sentenza di secondo grado, finalizzata a smontarne l’impianto logico-giuridico. In assenza di questo sforzo argomentativo, il rischio concreto è quello di incappare in una declaratoria di inammissibilità, con la conseguenza non solo di vedere preclusa ogni possibilità di riforma della condanna, ma anche di essere condannati a ulteriori spese. La specificità e la pertinenza dei motivi non sono mere formalità, ma il fondamento stesso del diritto a un efficace riesame giurisdizionale.
Perché il ricorso alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte nel precedente grado di giudizio (appello), senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata.
Qual è il requisito fondamentale per presentare un ricorso valido?
È essenziale che il ricorso presenti una critica argomentata e specifica contro il provvedimento impugnato. Deve indicare puntualmente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che dimostrano l’errore del giudice precedente, confrontandosi direttamente con la sua motivazione.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Oltre alla conferma della sentenza di condanna, la dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro.