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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per falsa denuncia di smarrimento di un assegno. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e manifestamente infondati, in quanto non idonei a contestare efficacemente la sentenza d’appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38946 Anno 2024
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Pubblicato il 12 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Conseguenze della Genericità dei Motivi

Quando si presenta un’impugnazione, la specificità e la fondatezza dei motivi sono essenziali. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione chiarisce come un ricorso inammissibile, basato su doglianze generiche e non pertinenti, non solo non ottiene il risultato sperato, ma comporta anche conseguenze economiche per chi lo propone. Analizziamo questa ordinanza per comprendere meglio i principi applicati dalla Suprema Corte.

I Fatti del Caso: La Falsa Denuncia di Smarrimento

Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello che aveva confermato la responsabilità penale di un individuo. L’imputato era stato condannato per aver falsamente denunciato lo smarrimento di un assegno che, in realtà, aveva consegnato a un’altra persona come pagamento. Non soddisfatto della decisione dei giudici di secondo grado, l’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, affidandolo a quattro distinti motivi.

L’Analisi dei Motivi del Ricorso

La Corte di Cassazione ha esaminato uno per uno i motivi sollevati dal ricorrente, giungendo a una conclusione netta per ciascuno di essi.

Primo Motivo: L’Errore Materiale sul Numero di Registro

Il ricorrente lamentava un’errata indicazione dei numeri di registro del procedimento, sostenendo che ciò potesse aver generato un vizio procedurale. La Corte ha rapidamente liquidato questa doglianza come manifestamente infondata. Gli Ermellini hanno chiarito che un simile errore è da considerarsi puramente materiale e non è sufficiente a compromettere l’identità sostanziale del procedimento. Le argomentazioni del ricorrente sono state inoltre giudicate aspecifiche.

Secondo e Terzo Motivo del Ricorso Inammissibile: Valutazione della Prova e del Merito

Con il secondo motivo, si contestava la valutazione della prova, in particolare le conclusioni di una perizia calligrafica che aveva attribuito con certezza la firma sull’assegno al ricorrente. Anche in questo caso, il ricorso inammissibile è stato motivato dalla genericità delle critiche, che non spiegavano in che modo le presunte inconferenze avrebbero potuto minare la validità delle conclusioni peritali.

Il terzo motivo, invece, mirava a una diversa valutazione dei fatti, contestando l’attribuibilità della consapevole falsa denuncia. La Corte ha ribadito che il giudizio di Cassazione non è una terza istanza di merito; non si possono riproporre questioni già valutate dai giudici dei gradi precedenti, a meno che non si dimostri un vizio logico o giuridico palese nella motivazione, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.

Quarto Motivo: L’Applicazione della Particolare Tenuità del Fatto

Infine, il ricorrente chiedeva l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis del codice penale. La Corte ha dichiarato questo motivo precluso, poiché la questione non era stata sollevata nel giudizio d’appello, celebratosi dopo le recenti modifiche legislative (d.lgs. 150 del 2022) che hanno ampliato l’ambito di applicazione della norma.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nella sua interezza. La decisione si fonda sulla constatazione che tutti i motivi presentati erano o generici, o manifestamente infondati, o volti a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità, o preclusi. La Suprema Corte ha sottolineato come i motivi d’appello debbano essere specifici e puntuali, in grado di individuare con precisione il vizio della sentenza impugnata. Lamentele vaghe o la mera riproposizione di argomenti già respinti non possono trovare accoglimento.

Le Conclusioni

Le implicazioni pratiche di questa ordinanza sono significative. La dichiarazione di inammissibilità ha comportato non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali. Inoltre, a causa dei profili di colpa ravvisati nella proposizione di un ricorso palesemente infondato, è stata disposta la condanna al pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento serve da monito: il ricorso in Cassazione è uno strumento straordinario, da utilizzare solo per vizi specifici e non come un ulteriore tentativo di rimettere in discussione l’intera vicenda processuale.

Un errore nel numero di registro del procedimento può invalidare una sentenza?
No, la Corte ha stabilito che un’erronea indicazione dei numeri di registro costituisce un semplice errore materiale che non inficia la sostanza del procedimento, se l’identità di quest’ultimo è chiara.

È possibile contestare in Cassazione la valutazione di una perizia calligrafica?
No, se il motivo di ricorso è generico e non evidenzia una reale incidenza delle criticità sollevate sulle conclusioni del perito, la Corte di Cassazione non può riesaminare nel merito la valutazione della prova già compiuta dai giudici di appello.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, se si ravvisano profili di colpa nella proposizione del ricorso (come in questo caso, per la genericità dei motivi), anche al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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