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Ricettazione di assegno circolare: coniugi condannati

Due coniugi sono stati condannati per il reato di ricettazione di assegno circolare. Il marito aveva ricevuto il titolo di credito e lo aveva consegnato alla moglie per versarlo sul proprio conto corrente, senza fornire spiegazioni plausibili sulla provenienza della somma. La difesa ha impugnato la condanna lamentando, tra l’altro, il mancato rinvio dell’udienza per impegno del difensore e la violazione del principio del ne bis in idem. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l’istanza di rinvio era tardiva rispetto al momento in cui il legale aveva conosciuto l’impedimento. Inoltre, la mancata giustificazione del rapporto economico alla base dell’assegno configura il dolo eventuale, confermando la responsabilità penale dei ricorrenti, condannati anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 8249 Anno 2022
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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso della ricettazione di assegno circolare tra coniugi

Un uomo riceve un titolo di credito di provenienza illecita. Egli consegna il titolo alla moglie. La donna si reca all’ufficio postale per versare la somma sul conto corrente. Questo comportamento fa scattare l’accusa di ricettazione di assegno circolare. I giudici di merito condannano entrambi i coniugi. La coppia decide quindi di presentare ricorso davanti alla Corte di Cassazione. I ricorrenti lamentano diverse violazioni di legge. Tra queste spiccano il mancato rinvio dell’udienza per un impegno del difensore e la presunta violazione del divieto di doppio giudizio.

Il rinvio dell’udienza per impegno del difensore

Il difensore dei coniugi chiede il rinvio dell’udienza d’appello. Il legale presenta l’istanza sedici giorni prima della discussione. La Corte d’appello rigetta la richiesta perché la ritiene tardiva. La difesa contesta questa decisione in Cassazione. I giudici di legittimità (i magistrati della Cassazione) chiariscono una regola importante. L’avvocato deve comunicare l’impedimento non appena riceve la notifica della nuova udienza. La tempestività si calcola dal momento in cui il professionista conosce il conflitto di impegni. Nel caso specifico, il difensore conosceva la sovrapposizione da un mese. Di conseguenza, il deposito avvenuto solo sedici giorni prima dell’udienza risulta fuori tempo massimo.

Quando scatta il reato di ricettazione di assegno circolare

La difesa sostiene la buona fede dei coniugi. Il marito dichiara di aver ricevuto il titolo da un terzo soggetto. Egli rassicura la moglie sulla liceità della somma. La moglie si limita a eseguire il versamento. Per configurare la ricettazione di assegno circolare non serve la certezza assoluta della provenienza illecita. La legge punisce anche chi accetta il rischio della provenienza delittuosa. Questo atteggiamento si definisce dolo eventuale (accettazione consapevole del rischio). La mancata indicazione di un rapporto economico valido che giustifichi la consegna del denaro dimostra la consapevolezza dell’illecito. I coniugi non hanno saputo spiegare perché hanno ricevuto quel denaro.

Il principio del divieto di doppio giudizio

Il marito eccepisce anche la violazione del principio del ne bis in idem (divieto di secondo giudizio). Egli evidenzia una precedente condanna per un reato simile. La Cassazione respinge questa tesi. Il divieto opera solo quando vi è una identità perfetta del fatto storico. In questo caso, le condotte e i ruoli dell’imputato nei due episodi erano diversi. Un episodio riguardava il riciclaggio, mentre l’altro riguardava la ricettazione. La vicinanza temporale tra i due fatti non basta a creare un unico reato.

Le motivazioni della Cassazione sulla ricettazione di assegno circolare

La Suprema Corte rigetta tutti i motivi di ricorso. I giudici evidenziano la debolezza delle tesi difensive. Gli atti di appello non contenevano critiche specifiche alla prima sentenza. La legge impone un confronto puntuale con le ragioni della condanna. La semplice riproposizione delle stesse difese rende il ricorso inammissibile. Inoltre, i giudici confermano la sussistenza del dolo eventuale. Chi riceve un titolo di credito senza una causa lecita e lo incassa risponde del reato. La buona fede non può essere invocata in assenza di prove concrete. La personalità dei ricorrenti, già gravati da precedenti penali, giustifica la severità del trattamento sanzionatorio.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze pratiche

La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi dei due coniugi. Questa decisione rende definitiva la condanna penale inflitta nei gradi precedenti. I ricorrenti perdono la causa in modo totale. La sentenza impone ai condannati il pagamento delle spese del processo. Inoltre, i giudici applicano una sanzione pecuniaria di tremila euro a testa. Questa somma deve essere versata in favore della Cassa delle ammende. La decisione conferma che ricevere e incassare titoli di dubbia provenienza espone a gravi responsabilità penali.

Quando si rischia la condanna per ricettazione di assegno circolare?
Si rischia la condanna quando si riceve o si incassa un titolo di credito di provenienza illecita senza poter giustificare il rapporto economico alla base della transazione.

Cosa succede se si incassa un assegno sospetto fidandosi di un familiare?
La fiducia non esclude la responsabilità penale se il soggetto accetta consapevolmente il rischio dell’origine illecita del titolo, configurando il dolo eventuale.

Entro quanto tempo l’avvocato deve chiedere il rinvio per un altro impegno?
L’avvocato deve presentare la richiesta di rinvio non appena viene a conoscenza della sovrapposizione degli impegni, senza attendere l’imminenza dell’udienza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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