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Remissione di querela: l’estinzione del reato di atti persecutori

Un individuo è stato condannato per atti persecutori. La Corte d’Appello ha confermato la condanna. Durante il ricorso in Cassazione, la persona offesa ha ritirato la sua querela, e l’imputato ha accettato la `remissione di querela`. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto. Questo significa che il procedimento penale si è concluso. L’imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali. La decisione sottolinea che la remissione di querela estingue il reato anche in presenza di vizi del ricorso.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 30736 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Remissione di Querela: Quando un Reato si Estingue in Cassazione

La remissione di querela rappresenta un istituto giuridico di fondamentale importanza nel diritto penale italiano, capace di influenzare profondamente l’esito di un procedimento. Questa recente sentenza della Corte di Cassazione offre uno spaccato chiaro e illuminante su come il ritiro di una querela possa portare all’estinzione di un reato, anche nelle fasi più avanzate del processo, come quella di legittimità. Comprendere appieno il meccanismo e le conseguenze della remissione di querela è essenziale per chiunque si trovi ad affrontare situazioni legali che coinvolgono reati procedibili a querela di parte.

Il Caso Specifico: Atti Persecutori e il Percorso Giudiziario

La vicenda giudiziaria analizzata riguarda un individuo che era stato condannato per il reato di atti persecutori, comunemente noto come stalking. Questo grave delitto, che tutela l’incolumità psicofisica della persona, aveva portato a una condanna in primo grado, successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Messina. Non rassegnato alla condanna, l’imputato aveva deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo ricorso si basava principalmente su presunti vizi motivazionali e violazioni di legge, in particolare riguardo alla valutazione della credibilità della persona offesa, un aspetto spesso cruciale nei processi per stalking.

La Svolta Inattesa: L’Accettazione della Remissione di Querela

Durante lo svolgimento del giudizio di Cassazione, si è verificato un evento che ha radicalmente cambiato la prospettiva del processo. La persona che aveva subito gli atti persecutori ha formalmente presentato un atto di remissione di querela. Contestualmente, l’imputato ha espresso la sua accettazione di tale remissione. Questo passaggio, apparentemente semplice, è stato determinante per l’esito finale del procedimento penale. È importante ricordare che, per molti reati, tra cui gli atti persecutori in determinate circostanze, il procedimento penale può proseguire solo se la persona offesa manifesta la sua volontà attraverso la presentazione di una querela. Se questa volontà viene meno con il ritiro della querela, e l’imputato accetta, il reato può estinguersi.

Le Motivazioni della Corte: Il Ruolo Prevalente della Remissione di Querela

La Corte di Cassazione, una volta preso atto dell’intervenuta remissione di querela e della sua conseguente accettazione da parte dell’imputato, ha dovuto applicare le disposizioni di legge pertinenti. La normativa processuale penale stabilisce che, in questi casi, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio. Questo significa che la Cassazione non ha ritenuto necessario rimandare il caso a un giudice di merito per un nuovo esame o per ulteriori accertamenti. Il motivo è chiaro: il reato si è estinto. La Corte ha anche ribadito un principio consolidato nella sua giurisprudenza: la remissione di querela produce i suoi effetti estintivi sul reato anche se il ricorso presentato dall’imputato avesse presentato delle cause di inammissibilità o dei vizi. L’estinzione del reato, in sostanza, prevale su eventuali questioni procedurali relative al ricorso stesso. Un altro aspetto rilevante è che la remissione di querela, se accettata, travolge anche le statuizioni civili che erano state collegate alla condanna penale, come un eventuale risarcimento del danno.

Le Conclusioni Pratiche: Cosa Significa l’Estinzione del Reato per l’Imputato

Il risultato pratico e immediato di questa sentenza è che l’imputato, pur essendo stato condannato nei precedenti gradi di giudizio, ha visto il reato di atti persecutori a lui contestato estinto grazie all’efficacia della remissione di querela. Questo ha portato all’annullamento della condanna penale. È tuttavia fondamentale sottolineare un aspetto importante: nonostante l’estinzione del reato e l’annullamento della condanna, l’imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali. Questa disposizione è in linea con quanto previsto dall’articolo 340, comma 4, del codice di procedura penale. La decisione della Cassazione, quindi, non solo conferma l’importanza della volontà della persona offesa nei reati procedibili a querela, ma evidenzia anche come la remissione di querela possa avere un impatto decisivo sul procedimento penale, portando all’estinzione del reato anche nelle fasi più avanzate, pur mantenendo l’onere delle spese processuali a carico dell’imputato.

Cosa succede se la persona offesa ritira la querela?
Se la persona offesa ritira la querela e l’imputato accetta, il reato si estingue e il procedimento penale si conclude, a meno che non si tratti di un reato procedibile d’ufficio.

La remissione di querela estingue anche le conseguenze civili?
Sì, la giurisprudenza prevalente stabilisce che la remissione di querela, se accettata, travolge anche le statuizioni civili collegate alla condanna penale.

Chi paga le spese processuali in caso di estinzione del reato per remissione di querela?
Anche se il reato si estingue per remissione di querela, l’imputato può essere condannato al pagamento delle spese processuali, come previsto dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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