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Reato di riciclaggio con videolottery: confermato il sequestro

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di oltre centomila euro a carico di vari soggetti indagati per il reato di riciclaggio. Gli indagati inserivano ingenti somme in contanti negli apparecchi videolottery, giocavano importi minimi e incassavano subito il ticket residuo per ripulire il denaro. La difesa contestava l’assenza di un reato presupposto chiaramente identificato e la mancanza di prove sulla provenienza illecita dei fondi. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che nella fase iniziale delle indagini basta un’indicazione anche generica della matrice criminale dei fondi, evidenziata dalla forte sproporzione tra redditi dichiarati e importi giocati.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 46557 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di riciclaggio attraverso le videolottery

Le sale da gioco possono trasformarsi in strumenti per ostacolare l’origine illecita del denaro. Il reato di riciclaggio si configura anche quando un soggetto simula partite alle videolottery per ottenere titoli di pagamento apparentemente puliti. La Corte di Cassazione ha analizzato lo schema con cui alcuni individui inserivano forti somme di denaro contante negli apparecchi, effettuavano puntate minime e richiedevano immediatamente il ticket di credito residuo.

Questo meccanismo consente di incassare somme bancarizzate a fronte di contanti di dubbia provenienza. Gli inquirenti hanno disposto il blocco cautelare delle somme depositate sui conti dei concessionari di gioco prima dell’accredito definitivo ai giocatori.

Le condotte sospette e i controlli nelle sale gioco

L’indagine ha svelato una prassi reiterata in un arco di tempo ristretto. Diversi soggetti inserivano oltre cinquemila euro in contanti per ciascuna sessione, rinunciavano a proseguire il gioco dopo poche puntate e prelevavano la differenza mediante ticket. Il valore dei titoli portati all’incasso risultava del tutto sproporzionato rispetto ai flussi ordinari della sala.

I controlli patrimoniali hanno fatto emergere una marcata discordanza tra le giocate milionarie e i redditi irrisori o inesistenti dei partecipanti. Alcuni soggetti registravano inoltre precedenti per reati tributari ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Tale quadro ha fatto scattare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del capitale.

Gli indizi per il reato di riciclaggio nella fase cautelare

La difesa dell’indagato ha contestato la validità del sequestro per la mancata individuazione precisa dell’illecito originario generatore del denaro. Secondo la tesi difensiva, non sussisteva la prova dell’origine delittuosa delle somme e risultava illogico ipotizzare la perdita volontaria di una quota del capitale per monetizzare il resto.

I giudici di legittimità hanno chiarito la portata dei requisiti cautelari. Nella fase embrionale delle indagini non serve ricostruire nei minimi dettagli storici il delitto presupposto. Gli elementi indiziari, come le anomalie delle puntate e la sproporzione reddituale, giustificano pienamente la misura preventiva a carico del sospettato.

Le motivazioni: i presupposti del reato di riciclaggio

I giudici della Suprema Corte hanno ribadito che il giudice del riesame deve solo valutare la sostenibilità dell’ipotesi d’accusa e non la colpevolezza definitiva. La generica riconducibilità del denaro a reati fiscali commessi da terzi soddisfa il requisito del reato presupposto nelle prime fasi processuali.

La sentenza conferma inoltre il pericolo nel ritardo. Il tempestivo blocco dei fondi evita che il concessionario trasferisca le vincite sui conti personali degli scommettitori mediante bonifico bancario, disperdendo così le tracce del capitale illecito.

Le conclusioni: la conferma definitiva del sequestro

La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso del giocatore e ha confermato il sequestro delle somme depositate. Il ricorso per cassazione contro i provvedimenti cautelari reali può denunciare solo la totale assenza o mera apparenza della motivazione.

L’ordinanza impugnata ha spiegato in modo logico e coerente la natura fittizia dell’attività di gioco e l’intento di schermatura finanziaria. L’indagato deve ora farsi carico anche delle spese del procedimento giudiziario, mentre il denaro resta vincolato all’autorità giudiziaria.

Come funziona la schermatura di denaro tramite videolottery?
L’autore inserisce contanti negli apparecchi, effettua puntate minime e chiede l’emissione del ticket per il credito restante, ottenendo un titolo di pagamento apparentemente lecito.

Serve individuare subito il reato originario per bloccare i fondi?
No, nella fase iniziale delle indagini basta indicare genericamente la tipologia dell’illecito presupposto da cui provengono i capitali.

Quale ruolo ha la sproporzione tra reddito dichiarato e somme giocate?
La forte sproporzione tra redditi esigui e versamenti elevati costituisce un grave indizio sulla provenienza illecita del denaro utilizzato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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