La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto che richiedeva l'accesso a misure alternative alla detenzione. Il diniego del Tribunale di Sorveglianza è stato ritenuto legittimo poiché il condannato, durante l'esecuzione della pena, è stato trovato in possesso di oltre 150 piante di marijuana e ingenti somme di denaro. Tale condotta, unita alle plurime recidive, rende il soggetto incompatibile con programmi di reinserimento sociale esterni al carcere.
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