La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di detenzione domiciliare presentata da un condannato ultrasessantenne. Nonostante la diagnosi di diabete mellito, i giudici hanno stabilito che la patologia non fosse sufficientemente invalidante, poiché il soggetto aveva continuato a compiere attività illecite anche dopo l'insorgenza della malattia. La decisione ribadisce che il beneficio richiede un'inabilità, anche parziale, che incida concretamente sulla vita quotidiana e sociale, elemento assente nel caso di specie dove persisteva inoltre un elevato pericolo di recidiva.
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