La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di **sostanze stupefacenti** a fini di spaccio, dichiarando inammissibile il ricorso del prevenuto. Il sequestro di 851 dosi di marijuana, unitamente a bilancini di precisione e denaro contante, ha permesso ai giudici di escludere l'uso personale e la lieve entità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione del merito, se logicamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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