La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso del captatore informatico (trojan) in un'indagine per corruzione avviata prima del 31 agosto 2020. La sentenza chiarisce che la normativa speciale per i reati contro la Pubblica Amministrazione, in vigore dal 2018, non richiedeva la specificazione dei luoghi di intercettazione, equiparando tali reati a quelli di criminalità organizzata. Il ricorso dell'indagato, basato sull'inutilizzabilità delle intercettazioni, è stato rigettato.
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