La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per spaccio di sostanze stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso incentrato sul trattamento sanzionatorio. La difesa contestava l'eccessività della pena rispetto alla modica quantità di cocaina (4,26 grammi) e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito può utilizzare lo stesso elemento, come la gravità della condotta o la personalità negativa del reo, per più profili valutativi senza violare il principio del ne bis in idem. Inoltre, la motivazione sul diniego delle attenuanti può essere implicita se desumibile dal complessivo ragionamento sulla pena.
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