La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24981/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per diffamazione via email. L'invio di un messaggio offensivo tramite PEC a più destinatari, anche se tra questi vi è la persona offesa, costituisce reato. La Corte ha ribadito che la lesione della reputazione avviene attraverso la comunicazione con terzi, la cui ricezione non è contestuale, integrando così gli estremi della diffamazione e non della semplice ingiuria.
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