La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38109/2024, ha confermato la validità del prelievo ematico effettuato su un conducente in stato di incoscienza a seguito di un incidente stradale. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che lo stato di incoscienza rende impossibile l'avviso al difensore e irrilevante la mancanza di consenso, poiché il test rientra nei protocolli sanitari volti a tutelare la salute del paziente stesso. I risultati sono quindi pienamente utilizzabili nel processo penale per guida in stato di ebbrezza.
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