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Danneggiamento: condanna definitiva se il ricorso è generico

Un imputato, già condannato per danneggiamento, presenta ricorso in Cassazione contestando la sua colpevolezza, l’applicazione della recidiva e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Suprema Corte, tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. I giudici hanno stabilito che i motivi presentati erano vaghi, non criticavano specifici errori di diritto della sentenza precedente e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La conseguenza è la conferma definitiva della condanna e il pagamento di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 13563 Anno 2023
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Pubblicato il 2 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Condanna confermata se l’appello è vago

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: per contestare una sentenza di condanna non basta un dissenso generico, ma servono motivi specifici e puntuali. In caso contrario, si rischia una declaratoria di ricorso inammissibile per genericità, con la conseguenza di rendere la condanna definitiva. Questo è esattamente ciò che è accaduto a un imputato condannato per il reato di danneggiamento, la cui impugnazione è stata respinta senza nemmeno essere esaminata nel merito.

La vicenda: un danneggiamento e un ricorso vago

I fatti all’origine della vicenda sono semplici: una persona viene processata e condannata per danneggiamento. Durante il processo, i giudici riconoscono anche la recidiva, ovvero il fatto che l’imputato avesse già commesso altri reati in passato, e decidono di non concedergli le circostanze attenuanti generiche, che avrebbero potuto portare a una pena più mite. Non contento della decisione, l’imputato decide di rivolgersi alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio. Nel suo ricorso, contesta tre punti: la sua effettiva responsabilità per il danneggiamento, la correttezza dell’applicazione della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti.

Il ruolo della Corte di Cassazione

È cruciale comprendere che la Corte di Cassazione non è un ‘terzo processo’. Il suo compito non è quello di riesaminare le prove (come testimonianze o perizie) per decidere chi ha torto o ragione sui fatti. La Cassazione è un giudice di ‘legittimità’: il suo unico scopo è verificare se i giudici dei gradi precedenti hanno applicato correttamente la legge. Non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella della Corte d’Appello. Chi si rivolge alla Suprema Corte deve quindi indicare con precisione quali norme sono state violate o interpretate male, non limitarsi a dire ‘non sono stato io’ o ‘la sentenza è ingiusta’.

Le motivazioni: perché il ricorso è inammissibile per genericità

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso definendolo inammissibile. La motivazione è netta. Primo, la contestazione sulla responsabilità per il danneggiamento era un tentativo mascherato di ottenere una nuova ‘ricostruzione fattuale’, attività preclusa in questa sede. L’imputato non ha indicato un errore di diritto, ma ha semplicemente proposto una sua versione dei fatti. Secondo, anche i motivi relativi alla recidiva e alle attenuanti generiche sono stati giudicati ‘generici’. L’imputato non ha spiegato perché, dal punto di vista giuridico, la decisione dei giudici precedenti sarebbe stata sbagliata. Si è limitato a una critica vaga, senza confrontarsi con le argomentazioni contenute nella sentenza che stava impugnando. Un ricorso inammissibile per genericità è la naturale conseguenza di un’impugnazione così formulata.

Le conclusioni: la condanna diventa definitiva

L’esito è stato sfavorevole per il ricorrente. La dichiarazione di inammissibilità ha reso la sentenza di condanna della Corte d’Appello definitiva e non più contestabile. Oltre a ciò, l’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e a versare una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Questa decisione serve da monito: le impugnazioni, specialmente in Cassazione, devono essere preparate con estrema cura e precisione tecnica. Le critiche generiche e la semplice riproposizione di argomenti fattuali non solo non portano a nulla, ma comportano anche ulteriori costi.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che l’atto di appello non indica in modo chiaro e specifico quali errori di legge avrebbe commesso il giudice precedente, limitandosi a criticare la decisione in modo vago.

Posso chiedere alla Corte di Cassazione di riesaminare i fatti del mio caso?
No, la Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio sui fatti. Il suo compito è solo verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici precedenti, non può stabilire una nuova versione di come sono andate le cose.

Cosa succede se il mio ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza di condanna precedente diventa definitiva e non può più essere impugnata. Inoltre, si viene condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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