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Accordo sulla Pena vs. Ricorso Inammissibile: La Cassazione Decide

Due individui hanno presentato ricorso contro una sentenza che aveva ridotto le loro pene per vari reati, a seguito di un ‘concordato con rinuncia ai motivi di appello’ (un accordo per la pena con rinuncia a contestare la sentenza) stipulato in precedenza. I Ricorrenti chiedevano l’assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il loro ‘ricorso inammissibile’, stabilendo che l’accordo precedente precludeva ulteriori contestazioni. Di conseguenza, i ricorrenti devono pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di quattromila euro ciascuno.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 21755 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Introduzione: Il Ricorso Inammissibile e le sue Implicazioni

Nel mondo del diritto, non ogni tentativo di impugnare una decisione giudiziaria trova accoglimento. A volte, un ricorso può essere dichiarato ‘inammissibile’. Questo significa che la Corte non può nemmeno esaminarne il merito, perché mancano i presupposti legali per farlo. Un caso recente della Suprema Corte ha chiarito proprio questo aspetto, evidenziando come un accordo precedente tra le parti possa precludere ulteriori contestazioni, rendendo un ‘ricorso inammissibile’.

Il Caso: L’Accordo sulla Pena e la Richiesta di Assoluzione

La vicenda ha coinvolto due individui, condannati in primo grado per vari reati, tra cui quelli legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e al riciclaggio. La Corte d’Appello aveva successivamente riformato parzialmente la sentenza, riducendo la pena. Questa riduzione era avvenuta in seguito a un ‘concordato con rinuncia ai motivi di appello’. Questo accordo, stipulato tra l’accusa e la difesa, prevedeva che le parti rinunciassero a contestare la sentenza su quasi tutti i punti, accettando una pena concordata. Nonostante questo accordo, i due individui hanno deciso di presentare ricorso alla Suprema Corte, chiedendo addirittura l’assoluzione, cioè di essere dichiarati innocenti.

Cos’è il “Concordato con Rinuncia ai Motivi di Appello”?

Il ‘concordato con rinuncia ai motivi di appello’ è uno strumento previsto dal Codice di Procedura Penale (in particolare dall’Art. 599 bis c.p.p.). Permette alle parti di un processo penale di raggiungere un accordo sulla pena e su altri aspetti della sentenza. In cambio di una pena concordata, le parti rinunciano a presentare appello su specifici motivi. Questo meccanismo mira a snellire i processi e a garantire una maggiore certezza sull’esito giudiziario. L’accordo, una volta ratificato dal giudice, diventa vincolante per le parti, limitando la possibilità di ulteriori impugnazioni.

Perché il Ricorso è Inammissibile: La Posizione della Suprema Corte

La Suprema Corte ha esaminato il ricorso presentato dai due individui. Ha però subito notato che la sentenza di appello era stata emessa proprio in virtù del ‘concordato con rinuncia ai motivi di appello’. Questo accordo prevedeva che le parti avessero rinunciato a tutti i motivi di appello, salvo alcune eccezioni molto specifiche, come la disapplicazione della recidiva o il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Il ricorso presentato, tuttavia, andava ben oltre questi punti concordati, chiedendo un’assoluzione completa. Per questo motivo, la Suprema Corte ha dichiarato il ‘ricorso inammissibile’.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Inammissibile

La Suprema Corte ha basato la sua decisione sull’Art. 610, comma 5-bis, del Codice di Procedura Penale. Questa norma stabilisce che, quando un ricorso viene presentato contro una sentenza emessa a seguito di un ‘concordato con rinuncia ai motivi di appello’, e il ricorso non riguarda le eccezioni concordate, esso deve essere dichiarato ‘inammissibile’ immediatamente, senza entrare nel merito (una pronuncia ‘de plano’). In pratica, l’accordo precedente vincola le parti. Non è possibile prima accettare una pena concordata e rinunciare all’appello, e poi tentare di impugnare la sentenza su motivi già esclusi dall’accordo. La Corte ha verificato che non vi fosse alcuna ‘colpa’ nella determinazione di questa inammissibilità, come previsto dall’Art. 616 c.p.p., confermando la piena consapevolezza delle parti al momento dell’accordo.

Le Conclusioni: L’Esito del Ricorso Inammissibile

L’esito per i due individui è stato chiaro e definitivo. La Suprema Corte ha dichiarato i loro ricorsi inammissibili. Questo significa che la sentenza della Corte d’Appello, con la pena concordata, è diventata definitiva. Oltre a non ottenere l’assoluzione richiesta, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ciascuno di loro dovrà versare una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa decisione ribadisce l’importanza e la serietà degli accordi processuali, come il concordato, e le severe conseguenze di un ‘ricorso inammissibile’ quando tali accordi non vengono rispettati.

Cos’è un ricorso inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo alla Corte di esaminarne il merito. In questi casi, la Corte non può valutare se le richieste del ricorrente siano fondate o meno.

Quando si può fare un concordato con rinuncia all’appello?
Il concordato con rinuncia ai motivi di appello è un accordo tra l’accusa e la difesa in un processo penale. Si può fare quando le parti intendono definire la pena e accettano di rinunciare a presentare appello su specifici punti della sentenza, in cambio di una pena concordata.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Le conseguenze di un ricorso inammissibile sono che la sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, spesso, anche a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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