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Abuso Edilizio: Assoluzione confermata, ricorso inammissibile

Un’imputata, assolta in Appello per reati edilizi e di falso, vede la sua posizione definitivamente confermata dalla Corte di Cassazione. La Procura aveva impugnato l’assoluzione, ma la Suprema Corte ha stabilito che il suo era un ricorso inammissibile per genericità. I giudici hanno chiarito che non è possibile usare il ricorso in Cassazione per chiedere una nuova valutazione dei fatti, come il calcolo del volume di un porticato. L’appello della Procura è stato respinto perché si limitava a criticare le conclusioni del giudice precedente senza individuare precise violazioni di legge, rendendo l’assoluzione finale.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 9072 Anno 2023
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Pubblicato il 27 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Una vittoria legale definitiva contro le accuse di abuso edilizio

Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini invalicabili del ricorso davanti alla Suprema Corte, confermando l’assoluzione di un’imputata da accuse di natura edilizia. Il caso ruotava attorno alla corretta interpretazione del concetto di ‘volume urbanistico’ e si è concluso con una dichiarazione di ricorso inammissibile per genericità a carico della Procura. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale del nostro sistema giudiziario: la Cassazione è giudice della legge, non dei fatti.

La vicenda: da un cantiere all’aula di tribunale

La storia inizia con un’indagine su presunti illeciti edilizi. Un’imputata, insieme ad altre persone, era stata accusata di una serie di reati, tra cui la realizzazione di opere edilizie abusive, falso in atti pubblici e esercizio abusivo di una professione. Al centro della disputa vi era la costruzione di alcuni ‘porticati’, che secondo l’accusa avevano generato un aumento illegittimo della volumetria dell’edificio.

Dopo un primo grado di giudizio, la Corte d’Appello aveva ribaltato la situazione, assolvendo completamente l’imputata. I giudici di secondo grado avevano stabilito che le opere realizzate non costituivano un aumento del volume urbanistico rilevante e che, per un’altra accusa minore, il fatto era talmente tenue da non meritare una punizione.

L’appello della Procura in Cassazione

Non soddisfatta della sentenza di assoluzione, la Procura Generale decideva di portare il caso davanti alla Corte di Cassazione. Nel suo ricorso, l’accusa sosteneva che la Corte d’Appello avesse sbagliato la sua valutazione. Secondo la Procura, i giudici non avevano considerato correttamente la nozione di ‘volume tecnico’ e avevano errato nel qualificare i porticati come spazi non rilevanti ai fini della cubatura. In sostanza, la Procura chiedeva alla Cassazione di riesaminare le prove e le perizie per giungere a una conclusione diversa.

Le motivazioni: il ricorso inammissibile per genericità

La Corte di Cassazione ha respinto con forza le argomentazioni della Procura, dichiarando il ricorso inammissibile per genericità. I giudici supremi hanno spiegato che il ricorso non evidenziava reali violazioni di legge, ma si limitava a proporre una diversa lettura dei fatti. Contestare come un perito abbia risposto a una domanda o come un giudice abbia interpretato una planimetria è una ‘censura di merito’, non un motivo valido per un ricorso in Cassazione.

La Corte ha ribadito che il suo compito non è quello di svolgere un terzo grado di giudizio sui fatti, ma solo di verificare che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente le norme giuridiche. Il ricorso della Procura era generico perché non collegava le sue affermazioni astratte sul ‘volume tecnico’ agli elementi specifici del caso in esame. Inoltre, le accuse di falso erano logicamente collegate a quelle di abuso edilizio; cadute le seconde, anche le prime perdevano di fondamento ai fini del ricorso.

Le conclusioni: l’assoluzione diventa irrevocabile

Con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la sentenza di assoluzione della Corte d’Appello è diventata definitiva e irrevocabile. L’imputata è stata riconosciuta innocente in via definitiva. Questa decisione è un importante promemoria della funzione e dei limiti della Corte di Cassazione. Non si può utilizzare questo strumento per tentare di ottenere una nuova valutazione delle prove, ma solo per correggere errori di diritto. La genericità e la focalizzazione sul merito rendono un ricorso destinato al fallimento, mettendo la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Significa che l’appello non può essere esaminato nel merito perché presenta difetti formali o sostanziali, come l’essere troppo generico o il contestare i fatti invece che la legge.

Si può essere processati di nuovo per gli stessi fatti dopo una sentenza della Cassazione?
No, la decisione della Corte di Cassazione è definitiva. In questo caso, l’assoluzione è diventata irrevocabile e la persona non può più essere processata per quegli specifici eventi.

Un porticato fa sempre aumentare il volume di un edificio?
Non sempre. La sua rilevanza urbanistica dipende da come è costruito. Se è uno spazio aperto su più lati e non crea un ambiente chiuso, generalmente non viene calcolato come volume.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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