Usura Bancaria: Le Polizze Assicurative Vanno Incluse nel Calcolo del TAEG
Una recente sentenza della Corte d’Appello di Brescia ha riaffermato un principio fondamentale in materia di usura bancaria: tutti i costi collegati all’erogazione del credito, comprese le spese per polizze assicurative obbligatorie, devono essere conteggiati nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG). Questa decisione, che riforma una sentenza di primo grado, ha implicazioni significative per i consumatori e chiarisce l’ambito di applicazione della normativa antiusura, anche a dispetto di diverse indicazioni fornite in passato da normative secondarie come le istruzioni della Banca d’Italia.
I Fatti del Caso: Dal Prestito all’Appello
Un cliente stipulava un contratto di finanziamento nel 2009, rimborsabile tramite cessione del quinto. Anni dopo, ritenendo che il costo totale del prestito fosse eccessivo, avviava un’azione legale sostenendo che, includendo nel calcolo del tasso di interesse anche i costi della polizza assicurativa obbligatoria e le commissioni di intermediazione, il TEG applicato superava di gran lunga il tasso soglia antiusura vigente all’epoca.
Il Tribunale di primo grado aveva respinto la domanda, giudicandola generica e non sufficientemente provata. Il cliente, tuttavia, non si arrendeva e presentava appello, sostenendo di aver fornito tutti gli elementi necessari, inclusa una perizia di parte che dimostrava come il TEG effettivo fosse pari al 28,48%, a fronte di una soglia del 13,77%.
La Questione Giuridica: I Costi Assicurativi nel Calcolo dell’Usura Bancaria
Il nodo centrale della controversia era stabilire se i premi assicurativi, pagati per una polizza obbligatoria ai fini dell’ottenimento del finanziamento, dovessero rientrare nel calcolo del TEG. La società finanziaria si difendeva sostenendo che le istruzioni della Banca d’Italia vigenti all’epoca dei fatti escludevano tali costi dal computo.
La Corte d’Appello, tuttavia, ha sposato un’interpretazione diversa, allineandosi all’orientamento consolidato della Corte di Cassazione. Il principio è chiaro: per valutare la natura usuraria di un contratto, si deve guardare a tutti i costi che il cliente è costretto a sostenere per ottenere il credito, indipendentemente dalla loro natura o denominazione.
Le Motivazioni della Corte d’Appello
La Corte ha basato la sua decisione su alcuni punti cardine:
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Primanato della Legge Penale: L’articolo 644 del Codice Penale, che definisce l’usura, è una norma primaria e impone di considerare ‘commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e (…) spese’ collegate all’erogazione del credito. Le normative secondarie, come le istruzioni della Banca d’Italia, non possono derogare a questo principio e devono essere interpretate in conformità ad esso. Se le istruzioni contrastano con la legge, il giudice deve disapplicarle.
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Il Collegamento Funzionale: Per includere un costo nel TEG, è sufficiente che esso sia funzionalmente collegato all’ottenimento del credito. Nel caso delle polizze assicurative stipulate contestualmente al finanziamento, questo collegamento è presunto. La polizza, infatti, non è una scelta autonoma del cliente, ma una condizione imposta dalla banca per garantirsi dal rischio di insolvenza, rappresentando di fatto un costo dell’operazione di finanziamento.
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Irrilevanza dell’Esclusione nei Decreti Ministeriali: La Corte ha specificato che la mancata inclusione dei costi assicurativi nei decreti ministeriali che rilevano i tassi medi non impedisce al giudice di considerarli ai fini della verifica dell’usura sul singolo contratto. Anzi, tale omissione potrebbe rendere illegittimi i decreti stessi, imponendo al giudice di disapplicarli e procedere a un calcolo conforme alla legge.
Sulla base di queste argomentazioni, la Corte ha calcolato che, aggiungendo al TEG dichiarato i costi assicurativi e di intermediazione, il tasso complessivo superava ampiamente la soglia di usura. L’usura bancaria è stata quindi accertata.
Le Conclusioni: Riforma della Sentenza e Rimborso Totale
Una volta acclarata l’usura, la conseguenza è drastica, come previsto dall’articolo 1815, comma 2, del Codice Civile: la clausola relativa agli interessi è nulla e non sono dovuti interessi. La Corte ha esteso questa sanzione a tutti i costi che hanno contribuito al superamento della soglia.
Di conseguenza, la società finanziaria è stata condannata a restituire al cliente non solo gli interessi pagati, ma anche le commissioni di intermediazione, le spese di istruttoria e i costi assicurativi, per un totale di oltre 23.000 euro, oltre agli interessi legali dalla data della domanda giudiziale. La sentenza di primo grado è stata integralmente riformata, con condanna della finanziaria anche al pagamento delle spese legali di entrambi i gradi di giudizio.
I costi di una polizza assicurativa obbligatoria devono essere inclusi nel calcolo del TEG per verificare l’usura bancaria?
Sì. Secondo la sentenza, se la polizza assicurativa è collegata alla concessione del credito e rappresenta una condizione per ottenerlo, i suoi costi devono essere inclusi nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini della verifica del superamento della soglia di usura.
Le istruzioni della Banca d’Italia che escludono certi costi dal calcolo del TEG sono vincolanti per il giudice?
No. La Corte ha stabilito che le istruzioni della Banca d’Italia sono norme secondarie e non possono prevalere sulla legge primaria (art. 644 del Codice Penale). Se una norma secondaria contrasta con la legge, il giudice ha il potere e il dovere di disapplicarla e di effettuare il calcolo includendo tutti i costi collegati al credito.
Cosa succede se un contratto di finanziamento viene dichiarato usurario?
Se un contratto di finanziamento è dichiarato usurario, la clausola che stabilisce gli interessi è nulla. Di conseguenza, il debitore non deve pagare alcun interesse. La sentenza ha esteso questo principio a tutti i costi che hanno contribuito a superare la soglia di usura, ordinando la restituzione non solo degli interessi, ma anche delle commissioni e delle spese assicurative.